giovedì 20 novembre 2008

Intervista a Gordiano Lupi

FONTE: PIOMBINO -Rivista telematica
Mercoledì, 19 Novembre 2008
Arte e Cultura
Interviste

Ho già parlato del piombinese Gordiano Lupi in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo Avana Killing e della sua traduzione del blog di Yoani Sanchez, Generaciòn Y . In questi mesi Gordiano ha continuato la sua instancabile attività di promozione culturale (fra l’altro la casa editrice “Il Foglio Letterario”, di cui Gordiano è fondatore e ispiratore, parteciperà dal 21 al 23 novembre a “L’era dei libri”, prima fiera dell’editoria indipendente a San Vincenzo).
Gordiano è un appassionato cultore dei libri e della letteratura, impegnato in prima persona in una paziente diffusione del gusto per la lettura, sempre a caccia di nuovi autori, lui stesso valente scrittore. Siamo stati compagni di scuola per otto anni, dalle medie alla Maturità: abbiamo litigato un po’ su tutto, persino su Pascoli e D’Annunzio (ebbene, lo ammetto: ero e resto una fedelissima dannunziana mentre il buon Zvanì e il suo zuccheroso “fanciullino” mi sono sempre risultati piuttosto indigesti. Viceversa Gordiano non sopportava il Superuomo e il suo italico Vate: per fortuna ora siamo diventati ambedue un po’ più malleabili su questi argomenti), ma fra una discussione e l’altra abbiamo imparato a stimarci. E anche se non ci vediamo da tempo, Internet ci ha permesso di realizzare questa particolare intervista che spazia a tutto campo, dai libri alla politica, da Cuba a Piombino, dai consigli agli esordienti fino a considerazioni più generali sulla cultura nella nostra Città.

In primo luogo, vorrei che tu ci raccontassi qualcosa della tua esperienza di editore, oltre quello che possiamo leggere sul tuo blog e altrove: da quale esigenza è nata l’iniziativa del “Foglio Letterario” prima e delle Edizioni “Il Foglio”poi, com’è evoluta, in che modo essa si è rapportata con il tessuto culturale della nostra Città, quali sono le difficoltà che avete incontrato e, at last but not at least, qual è il tuo giudizio sulla situazione più generale delle “patrie lettere”, in particolare per quanto riguarda il mondo dell’editoria (per esempio per quanto riguarda la convivenza, e la concorrenza, fra editori maggiori e piccoli editori, se qualcosa è cambiato con l’avvento di Internet…). Visti i tuoi interessi, non mi dispiacerebbe un tuo giudizio sullo stato attuale della cosiddetta “letteratura di genere” in Italia (penso al successo di Faletti, Lucarelli, Wu Ming, Evangelisti e altri …).

Il Foglio Letterario è nato nel 1999 come rivista e soltanto nel 2003 si è trasformata in casa editrice non profit. Lo scopo iniziale era quello di avvicinare i giovani alla lettura e alla scrittura, ma anche di salvaguardare il patrimonio letterario lasciato da Aldo Zelli e Maribruna Toni. In parte credo che abbiamo adempiuto a questa missione. Per strada ho perduto Andrea Panerini e Maurizio Maggioni, ma si sono aggiunti altri compagni d’avventura come Sacha Naspini, Elena Migliorini, Fabrizio Manini, Vincenzo Spasaro, William Navarrete, Alessandro Dezi e tanti altri giovani che danno una mano per il sito internet, per la grafica dei libri e nel comitato di lettura. Siamo cresciuti grazie a internet e molti collaboratori non sono di Piombino, ma la vera riconscibilità della casa editrice c’è stata con le fiere del libro, dove vendiamo molto e siamo apprezzati. Fosse stato per Piombino tutto sarebbe finito da un pezzo e invece adesso possiamo permetterci di fare a meno di Piombino, perchè con i distributori, internet e le fiere vendiamo in tutta Italia. A Piombino le difficoltà sono enormi, almeno per me che raramente scrivo e pubblico cose che interessano ai piombinesi, ma anche per la casa editrice che si occupa di generi poco consoni al tessuto culturale locale. Sul mondo letterario italiano ho pubblicato due libri che mi hanno procurato un sacco di nemici (Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura e Nemici miei - editi da Stampa Alternativa) e rimando a quelli perchè il discorso sarebbe molto lungo. Sono reperibili in Biblioteca, credo. Tra gli autori che hai citato apprezzo molto sia Lucarelli che Evangelisti, anzi, di Evangelisti sono persino amico e ha fatto molte prefazioni ai libri editi dal Foglio che gli sono piaciuti particolarmente.

Mi piacerebbe che tu tentassi una sorta di identikit del lettore piombinese medio: si dice che i nostri concittadini leggano poco e non siano particolarmente interessati ad argomenti di carattere culturale e letterario, ma in fondo abbiamo quattro librerie, sta per aprire la Libreria Coop (a proposito, che cosa ne pensi?), ci sono diverse iniziative, sia spontanee, sia sponsorizzate dalle istituzioni. La situazione secondo te è così grigia come spesso si dice?
Infine, quali consigli daresti ad un giovane scrittore esordiente della nostra Città? certo, di non fidarsi degli editori prezzolati … e poi? Te lo chiedo perché mi capitano spesso alunni con velleità letterarie e se posso pensare di essere in grado di dare consigli stilistici, visto il mestiere che faccio, dal punto di vista pratico, ovviamente, sarebbe più opportuna la dritta di un addetto ai lavori!

Per quanto riguarda la Libreria Coop, non so quanto queste libreria siano davvero utili per fare cultura. A mio parere diventano dei supermercati del libro, degli spacci per best seller, che non danno il minimo spazio ai piccoli editori. Se a noi chiude La Bancarella, su Piombino non abbiamo uno spazio vendita… Il nostro distributore toscano è Promedi, un piccolo distributore che non ha accesso ai grandi canali. Per me sarebbero molto più utili delle Librerie Alternative, piccoli centri culturali dove presentare libri e fare cultura popolare. Era una mia idea quella di aprire una libreria del Foglio, ma l’ho accantonata per mancanza di fondi.
La situazione di Piombino ha il colore dello spolverino. Più che grigia, nera. Se fosse stato per Piombino, l’esperienza del Foglio sarebbe conclusa da tempo. Alla fiera di Pisa vendo 200 libri in 3 giorni e a Piombino vendo 20 libri in un anno… qui interessano soltanto i libri su Piombino e le storie locali. A un giovane scrittore esordiente consiglio di leggere molto, almeno cento volte di più di quanto scrive, di informarsi sulla casa editrice alla quale intende rivolgersi e magari di comprare qualche libro prima di proporre un manoscritto, per vedere se sono in sintonia. A me interessano molto i giovani autori: abbiamo una collana under 35. Se ne conosci di bravi dai pure la mia mail. Al Foglio non si paga per pubblicare. Di solito non si viene neppure pagati, ma ci diamo una mano a vicenda… In dieci anni abbiamo lanciato un autore che è stato finalista allo Strega ed è passato a Bompiani (Wilson Saba), uno che adesso pubblica con Cairo (Francesco Ongaro), un cubano da me tradotto che ha pubblicato con Stampa Alternativa e A.Car. (Alejandro Torreguitart) e altri che sono passati a Coniglio e Edizioni Clandestine.

E passiamo a Cuba. Ho letto “Avana Killing” (a proposito: complimenti!) e mi hanno colpito particolarmente i riferimenti alla santerìa, un mondo che evidentemente ti affascina. Si tratta solo di un tocco esotico o questo genere di tradizioni, che fra l’altro metti in contrasto con la dottrina ufficiale della Chiesa , hanno per te un particolare significato?
Com’è nato quest’amore per Cuba e per la sua gente? Che cosa hai trovato in quest’isola così lontana che non avresti potuto trovare in luoghi e tradizioni a te più vicine? Insomma, che cosa rappresenta per te Cuba?

Cuba è una storia lunga e personale che nasce nel 1998. La mia seconda moglie è cubana. Il mio primo figlio è nato a Cuba. Mi sono innamorato di una donna, di una terra, di una cultura. Sono andato a Cuba da comunista convinto e sono tornato anticastrista. Dal 1998 lotto per la libertà di Cuba come se fossi un cubano in esilio e adesso il regime ha pure tolto il visto di rientro sia a me che a mia moglie (classificata controrivoluzionaria). Nessuno ha fatto niente per risolvere questa cosa. Non sono famoso come la Aguero… Cuba è per me un luogo dell’anima impossibile da dimenticare, la mia biblioteca è piena di autori cubani che leggo, rileggo e traduco. Sulla santeria ho pubblicato CUBA MAGICA per Mursia, ma ho pubblicato pure un libro sulla musica cubana, una serie di romanzi e racconti del mistero ambientati a Cuba (Nero tropicale, Orrori tropicali, Avana Killing) e un reportage narrativo che mi è costato l’ostracismo (Almeno il pane Fidel - Stampa Alternativa). A breve uscirà un nuovo noir cubano per Eumeswill e nel 2009 un altro ancora per Perdisia, nella colana diretta da Luigi Bernardi. La Mediane farà un libro forografico su Cuba con testi da me scritti. Per Rizzoli tradurrò il primo libro italiano di Yoani Sanchez, scrittrice cubana che sto aiutando nella diffusione del suo blog in Italia. A giorni uscirà per Il Foglio un nuovo libro di Alejandro Torreguitart da me tradotto: Il mionome è Che Guevara, un libro insolito sulla vita del Che, pieno di cose che a Cuba non vorrebbero mai dire….

Infine, naturalmente, un accenno ai progetti e alle iniziative future.

Progetti ce ne sono tanti, per fortuna. Non riuscirei a vivere senza fare progetti. Il Foglio si è sviluppato come editore di CINEMA, FUMETTO, LETTERATURA CUBANA, NARRATIVA UNDER 30, HORROR e FANTASTICO. Continueremo su questa strada che ci ha dato qualche soddisfazione, ma quando capita pubblichiamo pure saggi sulla musica (Cash), su Montale (adottato dall’università di Pisa), persino poesia (di buon livello - come il caso Maribruna Toni). Per quel che mi riguarda andrò avanti con i miei interessi che coltivo da anni: Cuba, traduzioni di autori cubani, cinema italiano di genere, narrativa di genere. A questo proposito uscirà a fine anno un libro di narrativa ambientato a Piombino intitolato CATTIVE STORIE DI PROVINCIA (Edizioni A.Car. di MIlano). Si tratta di una serie di racconti noir che rielaborano episodi di criminalità (caso Cantaridi) e li uniscono a elementi di pura fiction.