sabato 20 ottobre 2012

NEO. Il ROMANZO DI NICOLA PEZZOLI

Quattro soli a motore

Nicola Pezzoli                                      


Prezzo: € 15.00
ISBN: 978-88-96176-11-5
Pagine: 304
Formato: 14X20


 

Quattro soli a motore è un romanzo corale toccante e avvincente. È l’archetipo del romanzo di formazione a tinte noir. È il capolavoro di un autore in evidente stato di grazia.
Estate 1978. Lombardia occidentale. L’undicenne Corradino vive in preda alle paure: i bulli che lo attendono in prima media e lo chiamano Scrofa, la cinghia del padre violento, l’odiosa zia Trude, la vicina di casa e “viceprete” signorina De Ropp,
e soprattutto il vecchio superstite di Villa Kestenholz, oscura stamberga al di là del campo di granturco.Su di lui circolano voci orrende. Sembra che abbia ucciso tre figli, che ne conservi le mummie o che li abbia addirittura mangiati.
In mezzo a questo, una miriade di personaggi che concorrono a narrare una storia totale, esilarante e tremenda come solo l’adolescenza può essere. La storia comune a tutti i nati negli anni settanta e costretti a vivere nelle zone rurali di un Paese in via di sviluppo economico. Una storia dai mille misteri che porterà Corradino a stringere alleanze profonde, a scatenare la fantasia e, infine, a dubitare della sua stessa innocenza.
“Essere stato un duro a Lavinia non significava più nulla. Anzi, era peggio. Era come esser stato pantera e trovarsi di botto reincarnato, senza sapere perché, in un tapiro o in un merluzzo. Ti confondeva”
 
Nicola Pezzoli è nato in un angolo lacustre della Lombardia occidentale nel 1967 e, come ha detto di lui Félix Romeo su ABC di Madrid, praticamente non ha smesso di scrivere da allora. Poiché sente di avere la narrativa nel sangue, ha deciso da tempo di non essere altro che scrittore, sfidando così un più che probabile futuro da clochard; mentre il suo alter Ego Zio Scriba – meno normale di lui – imperversa nel cyberspazio col blog “il linkazzo del skritore”. Ha esordito nel 2008 con Tutta colpa di Tondelli (Kaos edizioni). Quattro soli a motore è il suo secondo romanzo.

mercoledì 10 ottobre 2012

Un fiorentino a Sappada di Massimo Acciai

E’ uscito “Un fiorentino a Sappada” di Massimo Acciai



E’ uscito presso la casa editrice Lettere Animate il libro di racconti fantastici dal titolo “Un fiorentino a Sappada” di Massimo Acciai, poeta, scrittore e animatore culturale.
prefazione  Lorenzo Spurio.

FORMATO : 15X21
ISBN : 978-88-97801-34-4
PAGINE : 100
GENERE : NARRATIVA /FANTASY
DISPONIBILE ANCHE IN EBOOK : lafeltrinelli.it



I nove racconti contenuti in questo libro sono ambientati e scritti a Sappada tra il 2006 e il 2012, durante le vacanze estive dell’autore, ospite di un amico. Si tratta di storie fantastiche, in qualche caso specificatamente horror o di fantascienza: l’elemento che le accomuna è la fusione di uno scenario reale – il paese di Sappada, sulle Dolomiti bellunesi – e del fantastico, del soprannaturale, del futuribile. Il libro vuole essere un omaggio ad un luogo alpino incantato che non può non ispirare la scrittura in chi già la pratica da diversi anni: un luogo che solletica il sogno e la fantasticheria, con le sue montagne antiche e maestose, le case e la gente che sembra venire direttamente da un passato remoto che però si è bene integrata col presente. Così Sappada ospita, nella fantasia, paradossi spazio temporali, inquietanti apparizioni, e può essere addirittura trasportata su un altro pianeta sconosciuto.

martedì 9 ottobre 2012

Sempre ad Est di Massimo Acciai


Recensione al romanzo
Sempre ad Est (2011)
di Massimo Acciai
recensione di Lorenzo Spurio
www.faligi.eu



Che cos'è un surypanta? E' la prima domanda che il lettore del nuovo romanzo di Acciai si fa immergendosi nella lettura. Non ci sono particolareggiate descrizioni di questo tipo di animale, sappiamo che è di piccole dimensioni, che miagola e che trova particolare piacere nell'essere accarezzato sulla testa. Non è un gatto. E' inutile indagare a quale animale possa avvicinarsi perché stiamo parlando di un romanzo fantastico, quindi in ciascun modo vi figurate questo animale, non avrete sbagliato.
Il romanzo non è altro che la storia della ricerca difficile e disperata dei surypanta che sono stati rubati da un potente mago. L'intera narrazione ci informa delle varie peripezie che l' "eroe" deve sopportare per riappropriarsi ciò che è suo e in questo andamento non è difficile scorgere il canonico schema proppiano della fiaba. Siamo in grado infatti di individuare almeno sei delle trentuno unità fondamentali dello schema compositivo proppiano : 1. la situazione iniziale ( [i] ), 2. l'allontanamento (e), 3. la partenza ( ), 4. la presenza del donatore o aiutante magico (D), 5. la lotta (L), 6. la vittoria (V). La conclusione del romanzo non è però affidata alle canoniche funzioni del ritorno dell'eroe nella sua terra ( ) o delle nozze finali (N), ma andiamo per gradi.
Il recente romanzo di Acciai, Sempre ad est, è una narrazione affascinante che ci fa viaggiare attraverso terre intricate ed oscure, ricche di mistero e sulle quali domina la magia nera di un potente mago noto come il Raccoglitore. Per sfidare questo potente wizard che con le sue doti oscure è riuscito a rubare tutti i surypanta della zona ci vengono narrate le gesta di Hynreck che, più che un valoroso guerriero, ci viene presentato come un viandante sfortunato, inetto e particolarmente istintivo, "una di quelle persone che si arrabbiano due volte la seconda per essersi arrabbiati" (53). Nella sua vorticosa ricerca del suo surypanta Saj, Hynreck è accompagnato dal cavallo Frumgar che, diversamente da quanto ci si aspetterebbe, non è un cavallo parlante.
L'impresa particolarmente ardua prenderà una piega diversa nel momento in cui Hynreck incontrerà Sara, una ragazza che è stata appena depredata del suo esemplare di surypanta. L'iniziale divinazione del mago buono Sering e la conoscenza degli oracoli da parte di Sara permetterà alla coppia fortuita di trovare la fortezza dove risiede il potente mago Raccoglitore. Così Hynreck, Sara e Linda, un'altra donna che Hynreck inizialmente credeva implicata nel furto dei surypanta, si imbarcano su una grande nave diretta al piccolo porto di Ladymirail, dall'altra parte dell'oceano vivendo momenti di panico per le condizioni sfavorevoli del mare. Ma la storia non è aliena a colpi di scena: nella tormentata rotta in mare infatti Hynreck crede che il capitano sia il padre del ragazzino che ha precedentemente ucciso per legittima difesa. Così, nella notte i tre fuggono su di una scialuppa approdando all'isola di Falbroth.
L'isola ha una lunga storia alle spalle e si trova praticamente divisa in due parti che rispondono a due diverse dominazioni, ha due città-capoluogo, due porti, due popoli e la cosa curiosa è che ha anche una dimensione sotterranea, un mondo sommerso altrettanto vitale e attivo. L'altra parte dell'isola invece, che risponde alla città di Perio, si è sviluppata in maniera completamente opposta: ci sono dei palazzi molto alti come dei grattacieli che si stagliano verso l'alto, pensati per sopperire alla limitata superficie di quella metà dell'isola. Acciai è un maestro nel generare una sorta di spaesamento che deriva dal cambio improvviso degli spazi (città, bosco, osteria, nave, città sotterranea) e questo contribuisce ad accrescere un senso di claustrofobia che incrementa quella suspense che nella storia è sempre mantenuta. Dopo alterne vicende lo sfortunato trio riesce ad arrivare alla fortezza di metallo nella quale vive il mago Raccoglitore dove seguono una serie di duelli a spada. Inizialmente la sorte è sfavorevole a Hynreck che pure rimane ferito ma poi i tre riescono ad uccidere il potente mago e a mettere in salvo centinaia di surypanta, tra cui quelli loro.

Nella storia ci sono le premesse anche per la nascita di un amore che invece non si svilupperà e nell'epilogo del romanzo, Acciai sembra voler dare una nuova grande svolta alla storia parlandoci di navicelle spaziali e di colonizzazione della galassia, temi che non possono non farci pensare all'ampia produzione fantascientica di Asimov.

Se da una parte alcuni nomi dei protagonisti ci richiamano personaggi anglosassoni leggendari (Hynreck, Hykrion, Hydorn fanno pensare a Hygelac e a Hydg, rispettivamente re e regina dei Geati nel poema epico Beowulf) i nomi delle donne, Linda e Sara, richiamano invece direttamente un'origine tutta mediterranea. Gran parte dei toponimi sono anglicizzati pensati forse per darci l'idea di trovarci in territori leggendari scandinavi o tipicamente tolkieniani. Il toponimo di Gaweeck, città d'origine di Hynreck, fa pensare per assonanza a Gatwick, piccolissima città del Surrey e il nome di un importante aeroporto londinese. Il nome del cavallo, Frumgar, è un chiaro riferimento ad uno dei personaggi di Tolkien, quarto Lord di Éothéod, nipote di Forthwini mentre il mago Sering fa molto pensare a un druido, al simpatico e sbadato Merlino e addirittura al celeberrimo Albus Silente della saga di Harry Potter. In ciascun caso è un mago buono che fornisce all'eroe gli strumenti necessari per vincere e per guarirsi nei momenti in cui viene ferito.
Acciai fonde sapientemente in questo romanzo gesta epiche, fantasiosi scenari folklorici nordici, ed elementi chiaramente favolistici che creano un'atmosfera affascinante e curiosa, così com'è nell'avventuroso e asfittico viaggio per mare di Hynreck, Linda e Sara. Sono molti e improvvisi i momenti epifanici che contribuiscono a sostenere l'intere gesta narrate e a rendere questo viaggio intricato e pericoloso un percorso surreale ma che vorremmo non finisse mai. Un percorso tutto indirizzato verso est.


Lorenzo Spurio
30-04-2011





La metafora del giardino in Letteratura di M Acciai e L Spurio

La metafora del giardino in letteratura                          

di Lorenzo Spurio e Massimo Acciai
prefazione a cura di Paolo Ragni                                 
Faligi Editore, 2011
Genere: Saggistica/Critica letteraria
ISBN: 978-88-574-1703-5
Costo: 20 €





Recensione a cura di Sandra Carresi



Una lettura piacevole e istruttiva che mi ha riportata indietro nel tempo. E' stato come esser presa per mano in un cammino esplorativo della mente.
I giardini e le loro metafore. Un viaggio nel mondo fiabesco dell'irrazionale dove si percepisce l'azione malevola dell'essere umano su esseri deboli e inferiori. Ma anche la magia di un mondo abitato da elfi, specchi parlanti, regni circondati da terre desolate, montagne imponenti, natura dall'apparenza bella e gentile, che si rivela poi ricca di intrighi e malvagia, ma, abitata anche da animali parlanti e saggi.
Il giardino, il bosco, l'orto, rappresentano il - Mondo - con i sentimenti di ognuno, sia fantasiosi che umani, gli innamoramenti, le nostalgie spesso causate dal trascorrere veloce del tempo, gli affetti perduti appartenenti all'infanzia, il riavvicinamento della memoria a qualcosa di perduto ormai lontano e che improvvisamente riaffiora in età adulta riportandoci ai primissimi anni della nostra esistenza terrena.
Ognuno di noi, a volte anche incolpevolmente, possiede quel giardino, spesso lo ignora e non se ne cura, poi lo ritrova in se stesso fra la pace e la bellezza apparente o addirittura, in quel semplice spazio verde, legge la propria vita; riaffiorano i personaggi a lui cari ed anche tutte le avversità che come un fiume, lo hanno attraversato.
Anch'io possiedo un giardino e ne osservo il passaggio delle stagioni, i suoi mutamenti e gli animali. Il caro Benny, ormai adulto che rincorre i merli, il gattino del vicino che gioca a salire e scendere dall'ulivo, il boschetto di betulle che da rigogliose e ricche di foglie verdi nella bella stagione, mutano quasi magicamente in ottobre vestendosi di rami secchi. E penso alla vita, un enorme spazio verde dove i personaggi che incontriamo e a cui ci leghiamo, ci fanno compagnia, ci danno gioia o ci graffiano, proprio come una grande magia, e nel finale lo specchio, ci rimanda la visione del nostro vissuto.


Grazie a Lorenzo e a Massimo per questa bella riflessione.
Sandra Carresi




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lunedì 8 ottobre 2012

Sette Racconti di Massimo Acciai

La sola absolvita / L’unico assolto di Massimo Acciai
                                                                  
                                                                                


Sette racconti brevi di genere fantastico e fantascientifico; un uomo rimane solo dopo un evento catastrofico che ha distrutto (forse) l’intera umanità; una città futuribile si prende cura dell’ultimo sopravvissuto; in un futuro dove il teletrasporto è all’ordine del giorno le città italiane ambiscono a “scambiarsi” il rispettivo patrimonio artistico, combinando un gran disastro; una strana notte di nebbia catapulta il protagonista in un mondo da incubo surreale; uno scrittore ha il potere di cambiare il futuro ed è posto di fronte ad un dilemma da cui dipende molto più di quanto immagina; un uomo che torna a casa durante il passaggio di una celebre cometa. L’autore, appassionato di narrativa fantastica, laureatosi con una tesi sulla comunicazione nella fantascienza, si confronta con ipotesi “ai confini della realtà” che non mancheranno di sorprendere il lettore e di coinvolgerlo in un’atmosfera misteriosa e suggestiva.

L'autore


Massimo Acciai

Massimo Acciai, nasce a Firenze il 9 aprile 1975 ove vive e lavora. Si laurea nel 2001 in Lettere Moderne, con una tesi sulla comunicazione nella Fantascienza. La passione per la narrativa fantascientifica nasce sin da bambino, scrive già in tenera età racconti brevi. La passione per la letteratura fantastica crescerà con la sua formazione culturale, fino a pubblicare diversi racconti in riviste di settore, case editrici, siti. È anche autore di numerose canzoni (al momento circa 150). È fondatore e direttore della rivista online Segreti di pulcinella. Amante della conoscenza attraverso i viaggi, visita numerosi Stati Europei. Appassionato di esperanto diventa in pochi anni un ottimo divulgatore e scrittore esperantista. Ha realizzato anche alcuni video musicali ed un lungometraggio insieme a Paolo Ragni, “Dettagliato resoconto sullo stato delle cose” (2008). Tra i lavori che ha svolto; impaginatore, caporedattore, bibliotecario.