venerdì 22 agosto 2014

I SIGNORI DELLA GUERRA - IL GRAN DIAVOLO - SACHA NASPINI - RIZZOLI


L'ultima fatica letteraria di un grande autore

TitoloIl Gran Diavolo. Giovanni dalle Bande Nere. L'ultimo capitano di ventura. I signori della guerra
AutoreNaspini Sacha
Prezzo€ 12,90
(Prezzo di copertina)
Dati2014, 356 p., rilegato
EditoreRizzoli  (collana Rizzoli Max)
Disponibile in eBook € 8,99



I colpi d’artiglieria sovrastano il fracasso del metallo delle armature e le grida dei soldati all’attacco. Della guerra e della morte, però, non ha paura Giovanni: lui è un Medici, nelle sue vene scorre sangue nobile, ma combattivo e fiero, e ogni giorno affronta il nemico alla testa delle più feroci truppe mercenarie d’Italia, le Bande Nere. Il campo di battaglia è grigio, freddo, immerso nella nebbia, eppure i suoi uomini lo seguirebbero anche all’inferno. Tra questi marcia Niccolò, un giovane soprannominato il Serparo per l’inquietante abitudine di tenere tre o quattro serpenti avvolti intorno al braccio. Custode di una sapienza antica, si affida loro per conoscere il futuro. Perciò gli altri soldati lo tengono a distanza, ma presto conquisterà la fiducia del Capitano, riuscendo a penetrarne lo sguardo severo. E dove Giovanni lo avesse posato, là Niccolò si sarebbe fatto trovare, al suo fianco, in mezzo alla mischia. Sempre. Sacha Naspini, con una lingua affilata che si misura con il dolore, il male, la morte, racconta di un’amicizia e di quello scorcio di ‘500 che fu uno tra i momenti più tumultuosi della Storia d’Italia, quando ogni cosa stava cambiando, e tutti tradivano tutti. E lo fa attraverso un personaggio che incarna perfettamente il suo tempo, quel Gran Diavolo disposto a tutto per dominare la sorte e gli uomini. E continuare a combattere.



Biografia
Dal 1990 al 1995 compie studi artistici a Grosseto. Ha vissutoa PisaRomaFirenzeGrossetoFollonica. Subito dopo gli studi compie numerosi viaggi in Europa, sviluppando una passione profonda per PragaBarcellonaLondra e Parigi, città quest’ultima che frequenterà spesso. Il suo romanzo d’esordio (L’ingrato) è del marzo 2006. Si tratta di un autore versatile e molto prolifico. Collabora in veste di editor, concept e grafico esecutivo con varie realtà editoriali. Ha ideato per le Edizioni Il Foglio la collana DEMIAN, che dirige. Scrive inoltre per il cinema e la televisione.
Libri
  • 2014 – Il Gran Diavolo. Giovanni delle Bande Nere, l’ultimo Capitano di ventura – Rizzoli
  • 2012 – Le nostre assenze, romanzo – Elliot
  • 2010 – Noir Désir – Né vincitori, né vinti, monografia sulla band francese Noir Désir – Perdisa Pop
  • 2009 – I Cariolanti, romanzo – Elliot
  • 2009 – Cento per cento, romanzo breve – Historica (2009); Perdisa Pop (2011)
  • 2009 – Never alone, romanzo – Voras
  • 2008 – L’effetto Kirlian, romanzo (uscito per il circuito delle edicole con il titolo Diario di un serial killer) – Sered (Gruppo Sprea)
  • 2007 – I sassi, romanzo – Il Foglio
  • 2006 – Il risultato, tascabile – Magnetica
  • 2006 – L’ingrato, romanzo – Effequ (2006); Il Foglio (2011) 

    Racconti lunghi
    • Il canile, contenuto in Il momento del distacco – Guanda (2013)
    • Marito mio, contenuto in Toscani maledetti – Piano B Edizioni (2013)
    • I viaggiatori del venerdì, contenuto in Le prince noir (omaggio ad André Héléna) – Aìsara (2012)
    • Pagalamòssa! – Perdisa Pop, collana ePop (2012)

    Racconti
    • La morte di Dylan Dog, contenuto in Siria. Scatti e parole – Miraggi Edizioni (2014)
    • Il diavolo in corpo, contenuto in Demian Estate – Il Foglio/Collana Demian (2013)
    • I Flagellanti di Follonica, contenuto in Decameron 2013 – Felici Editore (2013)
    • Il primo bacio, contenuto in Decameron 2013 – Felici Editore (2013)
    • Campo a’ sodi, contenuto in Decameron 2013 – Felici Editore (2013)
    • I senza pelle, contenuto in Decameron 2013 – Felici Editore (2013)
    • Sono dai Giannelli, contenuto in Decameron 2013 – Felici Editore (2013)
    • La Comune dei Sentimenti, racconto per ragazzi gratuito, disponibile in tutti gli store online – Il Foglio/Collana Demian (2013)
    • Gran Magal, contenuto in Accènti – Giovanisì e Regione Toscana (2013)
    • Paturnia, contenuto in Accènti – Giovanisì e Regione Toscana (2013)
    • Molecole, contenuto in Accènti – Giovanisì e Regione Toscana (2013)
    • Carne fresca, contenuto in Accènti – Giovanisì e Regione Toscana (2013)
    • 3, contenuto in Accènti – Giovanisì e Regione Toscana (2013)
    • Solo, contenuto in Watt n. 0,5 – Oblique/Ifix (2012)
    • I ragni, contenuto in Corpi d’acqua – Voras (2009)
    • L’invasione degli artigiani, contenuto in Fuck the rain – Historica (2008)
    • des Visages des Figures, racconto lungo contenuto in Le sette vite di Dalila e Achille – Il Foglio (2008) – e in Noir Désir, Né vincitori né vinti – Perdisa Pop (2010)
    • Senza riflesso, contenuto in Il doppio – UT (2008)
    • Tàbata, contenuto in La magia – UT (2007)
    • Serenity Garden, contenuto in Fantastico underground – Il Foglio (2005)
    • Mia figlia Chiara, contenuto in Cattive storie di provincia – Il Foglio (2005) 

    Riconoscimenti
    • 2010 Corpi Freddi Awards 2010. Secondo classificato nella sezione Miglior romanzo dell’anno con il titolo I Cariolanti. Terzo classificato nella sezione Miglior autore italiano dell’anno.
    • 2009 Finalista al premio Editoria di qualità con il romanzo Never alone
    • 2005 Vincitore del premio Canossa Città di Bazzano con il racconto La vita comincia a quarant’anni
    • 2005 Tra i vincitori del premio Daniele Boccardi con il racconto Serenity Garden
    • 2004 Tra i vincitori del premio Licurgo Cappelletti con il racconto I ragni
    • 2004 Finalista al premio internazionale Massimo Troisi con il racconto Marito mio

martedì 19 agosto 2014

Ecco il nuovo numero della Newsletter de “La Zona Morta”

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Ecco il nuovo numero della Newsletter de “La Zona Morta”: ogni 15 giorni tante notizie, anticipazioni, classifiche, aggiornamenti… e molto, molto di più! Seguiteci su www.lazonamorta.it...

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ANTIPASTI

Terre di Confine numero 02 di Davide Longoni

PRIMI PIATTI

I villaggi dei dannati di Giovanni Mongini
The Shaman and other shadows a cura della redazione
European Horror Convention 2014 a cura della redazione

SECONDI PIATTI

Cronache del dopocalcio di Davide Rosso
Small Movie Festival 2014 a cura della redazione
ToHorror 2014: prorogati i termini a cura della redazione

CONTORNI – LE CRONACHE DI 

Lamberto Bava di Davide Longoni

FRUTTA

Le origini della notte a cura della redazione

DESSERT

Venus intervention a cura della redazione

BEVANDE


EXTRA

Tornano le recensioni di Gordiano Lupi che stavolta ci parlerà di “Amori d’Amare”, antologia di racconti a cura di Cinzia Demi in 2 Volumi, Minerva Edizioni (440 pagine; 12,90 euro) con annessa intervista alla curatrice.

“Una bella iniziativa legata al mare e all’amore, pensata per aiutare la ricerca contro il cancro, raccoglie un gruppo di scrittori sotto l’egida della Minerva Edizioni che festeggia il traguardo dei 25 anni di attività. Racconti che narrano amori di personaggi famosi, letterati, scrittori, pittori, musicisti, ma anche amori comuni, uniti da uno stile poetico e da un’accurata ricerca linguistica. Gli scrittori che hanno partecipato all’iniziativa: Antonella Antonelli, Alessandra Bertocci, Fabio Canessa,  Paolo Carnevali, Maria Gisella Catuogno, Rosalba De Filippis, Cinzia Demi, Silvia Fornasari, Rosa Elisa Giangoia, Gordiano Lupi, Dante Maffia, Chiara Maranzani, Gabriella Mecucci, Alessandra Merico, Gabriella Montanari, Vincenzo Montuori, Ivano Mugnaini, Rita Pacilio, Sabrina Paravicini, Sergio Pasquandrea, Marina Ripa di Meana (Volume 1); Giacomo Battara, Stefano Biondi, Roberta De Santis, Liliana Eritrei, Marco Fornasari, Toni Iavarone, Alessandro Mischi, Giuliano Musi, Valeria Roncuzzi, Mauro Roversi Monaco, Marco Rufini, Adriana Sabbatini, Andrea Samaritani, Francesco Vidotto (Volume 2). Un dipinto a tema realizzato da Maurizio Caruso impreziosisce il volume, dotato d’una suggestiva foto d’epoca che ritrae in copertina la spiaggia di Rimini nel 1952. 

Abbiamo avvicinato la curatrice, Cinzia Demi, per farle alcune domande.

COME NASCE L’IDEA DI UN’ANTOLOGIA DI RACCONTI LEGATI ALL'AMORE, AL MARE E ALLE VITE DI PERSONAGGI FAMOSI?

L’editore Roberto Mugavero mi propose di lavorare intorno al tema dell’amore al mare per una raccolta che potesse essere presentata in estate, a Cesenatico, nell’ambito degli eventi che di solito organizza in collaborazione con lo stesso comune. L’occasione era la voglia di festeggiare i 25 anni di attività della Casa Editrice Minerva insieme ai tanti autori che avessero avuto voglia di dare il loro contributo. Pensai così ad una raccolta di racconti ambientati al mare dove il sentimento dell’amore fosse amplificato – soprattutto per l’interesse del grande pubblico - dal fatto di appartenere ad un personaggio famoso, conosciuto, magari partendo anche da qualche fatto realmente avvenuto. Molti autori da me contattati hanno aderito all’iniziativa, altri hanno omesso questa terza opzione, limitandosi a scrivere storie d’amore immaginarie. Per questo alla fine, volendo comunque pubblicarli tutti, si è pensato ad una sorta di cofanetto di due volumi ognuno dei quali contenenti le due tipologie di storie. Il valore aggiunto di questo libro sta nel fatto che i proventi delle vendite sono destinati all’Istituto Romagnolo per la lotta contro i tumori.

LO STILE DI MOLTI RACCONTI (PENSO A BATTARA) RASENTA LA PROSA POETICA. SI TRATTA DI UNA PRECISA SCELTA EDITORIALE, OPPURE È IL TEMA CHE HA CONDOTTO SU TALI BINARI NARRATIVI?

L’amore è da sempre un tema che rasenta, nelle sue modalità espressive, il sentimento più raccontabile attraverso una forma poetica. Trovo normale, quindi, che molti autori si siano cimentati nella modalità della prosa poetica, vicina alla poesia, per raccontare la propria storia. C’è da aggiungere che tra gli scrittori ci sono anche diversi poeti (penso a Maffia, Pacilio, Carnevali, De Filippis, Mugnaini, Montanari, Pasquandrea, Giangoia ad esempio) ed è inevitabile che la contaminazione tra i generi avvenga – specie pensando sempre alla tematica -. Trovo altrettanto belli i lavori che sono stati scritti però da mani abituate a trattare saggistica, narrativa, fatti di cronaca, soggetti teatrali… la raccolta è in questo senso davvero eterogenea, varia nelle voci e nelle forme espressive. Insomma può davvero accontentare tutti i palati.

UNA TUA POESIA D’AMORE FUNGE DA ELEMENTO INTRODUTTIVO. PERCHÉ?

Inizialmente si era pensato ad una raccolta poetica che parlasse d’amore ma, in concomitanza, stava uscendo una analoga raccolta “L’amore dalla A alla Z” curata dallo splendido autore Vincenzo Guarracino per Puntoacapo e non si voleva creare un doppione. L’idea dei racconti pareva sostituire degnamente l’originaria versione ma io ho voluto dare comunque un segno di questa volontà, aprendo il libro con questa mia breve lirica – riportata anche in quarta di copertina – che rappresenta la sintesi dello spirito, del cuore pulsante di tutto il lavoro.

COME TI SEI TROVATA NELLE VESTI DI CURATRICE DI UNA RACCOLTA DI RACCONTI?
La scrittura è l’elemento più significativo della mia vita. Da sempre mi accompagna e da sempre ho desiderato scrivere in ogni forma: poesia, racconto, saggio. Curare i lavori di altri è al tempo stesso un impegno e un valore aggiunto di confronto e quindi di crescita. Questo si equivale sia per le collane di poesia che curo che per questa raccolta di racconti: ogni volta è una scommessa nuova, un traguardo da raggiungere con se stessi e con gli altri, con gli autori che ti danno fiducia e con i pubblico che ti giudica.
QUALI CRITERI HAI SEGUITO NELLA SCELTA DEGLI AUTORI?
Gli autori sono stati scelti sulla base delle conoscenze personali mie e dell’editore. Ho chiesto a chi pensavo potesse avere interesse a scrivere qualcosa di questo genere e a trovarsi coinvolto in un’antologia con tante voci diverse.  Qui, devo dire – e me accorgo adesso – che lo zampino poetico ce l’ho messo io: conoscendo molti più poeti che autori di narrativa, ho chiesto a loro di partecipare più che ad altri. Chi ha raccolto il mio invito si è trovato contento e mi ha ringraziato per il bel lavoro fatto insieme.

QUALI SONO I PERSONAGGI FAMOSI PROTAGONISTI DELLE STORIE?

I personaggi sono tanti e diversi. Tutti contenuti nel primo volume della raccolta. In pratica una ventina. Si va dallo scrittore al cantante, dallo sportivo all’attore, dal poeta al musicista, dal personaggio noto per fatti di cronaca a quello noto per essere scampato ai campi di concentramento. Non vorrei rivelare i nomi anche perché alcuni sono mimetizzati da uno pseudonimo per motivi di privacy – fatto che rende più intrigante la lettura del libro perché induce a ricercare di identificar il personaggio semi nascosto. Posso affermare in tutta sincerità che ogni autore ha voluto solo rendere un omaggio al proprio protagonista, utilizzato per passione o desiderio di veridicità nei suoi confronti.

COME PROMUOVERETE L’ANTOLOGIA?

L’antologia verrà promossa soprattutto attraverso le presentazioni: Ne sono già state fatte due una a Cesenatico e una a Portoferraio. Ogni autore, in pratica, oltre all’editore e alla sottoscritta curatrice, si è impegnato volontariamente a organizzarne una nel proprio luogo di residenza. In pratica – essendo gli autori provenienti da varie città italiane, dal nord al sud, -  il libro verrà raccontato in buona parte dell’Italia.

Un buon libro di brevi - ma intensi - spaccati di letteratura dedicati all’amore, prosa poetica, momenti di vita, incontri fugaci, storie di personaggi famosi come non li abbiamo mai conosciuti sui banchi di scuola. Un libro da leggere come un romanzo a puntate, dove ogni episodio è una nuova lettera d’amore, un nuovo capitolo d’una storia infinita. Quando comprerete la vostra copia pensate che - oltre ad aver nutrito la mente di buona letteratura - avrete aiutato la ricerca scientifica, perché il ricavato sarà destinato all’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori”.

E non è tutto, perché grazie agli amici della collana “Chrysalide” della Mondadori, dedicata a un pubblico Young Adults, in questa Sezione Extra possiamo farvi leggere in anteprima il primo capitolo di “Il tuo meraviglioso silenzio” di Katja Millay, che uscirà il 2 settembre.

“Odio la mia mano sinistra. Odio guardarla. Odio quando si blocca e trema, a ricordarmi che ho perso la mia identità. Ma la guardo comunque, perché mi ricorda anche che riuscirò a scovare chi mi ha portato via tutto. Ucciderò il ragazzo che mi ha uccisa, e lo farò con la mano sinistra.

Capitolo 1 Nastya 

Morire non è poi così male dopo la prima volta. Lo so per esperienza. La morte non mi spaventa più. È tutto il resto a spaventarmi. 
Agosto in Florida significa tre cose: caldo, umidità opprimente e scuola. Scuola. Sono più di due anni che non ci torno. A meno che uno non consideri scuola starsene seduti al tavolo della cucina a studiare da privatisti con la propria madre, e per me non lo è di certo. È venerdì. Il mio ultimo anno di liceo inizia lunedì, ma non mi sono ancora iscritta. Se non mi presento oggi, non avrò un orario lunedì mattina, e mi toccherà aspettare in ufficio finché non me lo daranno. Mi sa che preferisco evitare la pessima scena da film anni Ottanta in cui il primo giorno arrivo già in ritardo e tutti smettono di fare quello che stanno facendo per fissarmi. Anche se esiste di peggio nella vita, sarebbe comunque una seccatura. Mia zia svolta nel parcheggio della Mill Creek Community High School con me al rimorchio. È una scuola come tutte le altre. Se non si considera il colore putrido delle pareti e il nome sulla targa, è uguale identica a quella dove andavo prima. Margot – mi ha fatto rinunciare a “zia” perché la fa sentire vecchia – abbassa il volume della radio che ha tenuto a palla per l’intera durata del viaggio. Per fortuna il tragitto è breve, perché i rumori forti mi danno fastidio. Non è il suono in sé, ma il volume alto. I suoni forti finiscono per inghiottire quelli deboli, e i suoni deboli sono quelli che fanno più paura. Ora posso farcela perché sono in macchina, e di solito in macchina mi sento al sicuro. Fuori è un altro discorso. Non mi sento mai al sicuro, fuori. «Tua madre si aspetta una telefonata quando hai fatto qui» mi dice Margot. Mia madre si aspetta un sacco di cose che non otterrà mai. Nell’economia del tutto, una telefonata non è una pretesa esagerata, ma questo non significa che debba averla vinta per forza. «Cerca almeno di mandarle un messaggio. Quattro parole. Registrazione fatta. Tutto bene. Se poi ti senti particolarmente generosa, alla fine puoi anche aggiungerci una faccina sorridente.» La osservo di traverso dal posto del passeggero. Margot è la sorella minore di mamma, una decina d’anni in meno. È l’opposto di lei quasi in tutto. Non le somiglia per niente, il che vuol dire che non somiglia neanche a me, visto che io sono la copia sputata di mia madre. Margot ha i capelli biondo sporco, gli occhi azzurri e un’abbronzatura costante che mantiene con facilità lavorando di notte e sonnecchiando di giorno a bordo piscina, anche se è infermiera e dovrebbe sapere che non fa bene alla pelle. Io ho un incarnato pallido, occhi castano scuro e capelli lunghi, mossi, quasi neri ma non proprio. Lei sembra uscita da una pubblicità della Coppertone. Io da una bara. Solo uno stupido potrebbe pensare che siamo parenti, anche se è una delle poche certezze che mi rimangono. Ha ancora quel sorriso furbetto stampato in faccia, consapevole del fatto che, pur non avendomi convinta a tranquillizzare mia madre, è riuscita comunque a instillarmi un po’ di senso di colpa. Impossibile provare antipatia per Margot, anche mettendosi d’impegno, il che me la fa odiare un po’, perché io non sarò mai come lei. Mi ha accolto in casa sua non perché io non abbia altri posti dove andare, ma perché non resisterei da nessun’altra parte. Per sua fortuna, le tocca vedermi solo di sfuggita, perché una volta iniziata la scuola non saremo quasi mai a casa negli stessi orari.  Ma anche così, dubito che accollarsi una teenager cupa e musona sia il massimo dell’aspirazione per una single poco più che trentenne. Io non lo farei, ma d’altronde non sono un tipo generoso. Forse è per questo che scappo a gambe levate da tutti quelli che mi vogliono bene. Se potessi starmene da sola, lo farei. Ben volentieri. Lo preferirei, piuttosto che dover far finta di stare bene. Ma non ne ho la possibilità. Perciò mi accontento di stare con qualcuno che, almeno, non mi vuole così tanto bene. Sono grata a Margot, anche se non glielo dico. In verità, non le dico mai nulla. No, decisamente no. La segreteria della scuola è un caos. Telefoni che squillano, fotocopiatrici a pieno ritmo, voci ovunque. Ci sono tre file davanti allo sportello. Non so a quale accodarmi, quindi opto per quella più vicina alla porta e mi affido alla buona sorte. Margot entra di volata alle mie spalle e mi trascina con sé superando tutte le file, fin davanti alla segretaria. Fortuna che l’ho vista arrivare, altrimenti, non appena mi ha posato la mano sulla spalla, si sarebbe ritrovata faccia a terra con il mio ginocchio piantato nella schiena.
«Abbiamo un appuntamento con il signor Armour, il preside» dice con fare autoritario. Margot, l’adulto responsabile. Oggi recita la parte di mia madre. È un lato di lei che non vedo spesso. Preferisce il ruolo della zia alla moda. Non ha figli, quindi è tutto una novità per lei. Non sapevo nemmeno che avessimo un appuntamento, ma ora ne capisco il motivo. La segretaria, una donna sulla cinquantina dall’aspetto sgradevole, ci indica un paio di sedie accanto a una porta chiusa di legno scuro.  C’è da aspettare solo pochi minuti, e nessuno sembra notarmi o accorgersi della mia presenza. L’anonimato è piacevole. Chissà quanto durerà. Mi osservo da fuori. Non mi sono agghindata per la visita di oggi. Pensavo di arrivare lì, compilare qualche scartoffia, consegnare la lista delle vaccinazioni e tanti saluti. Non mi aspettavo di trovare orde di studenti che affollano l’ufficio. Ho indosso un paio di jeans e una maglietta nera con lo scollo a V, entrambi un pochino – okay, molto – più aderenti del dovuto, ma per il resto del tutto normali. È con le scarpe che mi sono messa d’impegno. Tacchi a spillo neri. Dodici centimetri di follia. Non li uso tanto per l’altezza, anche se ne avrei bisogno, quanto per l’effetto d’insieme. Oggi ne avrei fatto anche a meno, solo che dovevo esercitarmi. Il mio equilibrio sui tacchi è migliorato, ma ho pensato che una prova generale non sarebbe guastata. Vorrei evitare di finire gambe all’aria il primo giorno di scuola. Guardo l’orologio alla parete. La lancetta dei secondi si muove avanti e indietro nella mia testa, anche se so benissimo che è impossibile sentirne il ticchettio con tutto questo baccano. Come vorrei poter cancellare i rumori dalla stanza. Ci sono troppi suoni tutti insieme, e il mio cervello tenta di filtrarli, di separarli in mucchietti ben ordinati, ma è quasi impossibile con tutti gli apparecchi meccanici e le voci che si confondono. Apro e chiudo la mano in grembo e spero che ci facciano passare presto. Dopo minuti che sembrano ore, la pesante porta di legno si apre e veniamo condotte all’interno da un tizio sulla quarantina con camicia e cravatta male assortite. Sorride calorosamente prima di tornare a infilarsi dietro la scrivania in una poltrona di pelle fuori misura. La scrivania è troppo grande per questo ufficio. Ovviamente il mobilio è pensato per incutere timore, dato che lui non ci riesce. Bastano poche parole per inquadrarlo subito come un uomo dal cuore tenero. Spero di non sbagliarmi. Avrò bisogno del suo appoggio. Mi accomodo in una delle due poltroncine di pelle bordeaux davanti alla scrivania del signor Armour. Margot sprofonda in quella accanto alla mia e parte con la sua tirata. Rimango ad ascoltarla per alcuni minuti mentre gli spiega la mia “situazione particolare”. Particolare, eccome. Man mano che entra nei dettagli, vedo il signor Armour lanciare occhiate fugaci verso di me. Gli occhi gli si dilatano appena mentre mi osserva più da vicino, finché noto il suo sguardo illuminarsi. Mi ha riconosciuta. Sì, sono io. Si ricorda di me. Fossi andata più lontano, mi sarei potuta risparmiare anche questa. Il mio nome non avrebbe suscitato reazioni, e men che meno la mia faccia. Ma siamo ad appena due ore di macchina dal fattaccio, e basta che una sola persona metta insieme tutti i pezzi per ritrovarmi al punto esatto in cui ero. Non posso rischiare, quindi eccoci sedute qui, nell’ufficio del signor Armour, tre giorni prima dell’inizio del mio ultimo anno di liceo. Meglio fare tutto all’ultimo. Anche se almeno questo non è imputabile a me. I miei si sono opposti con tutte le loro forze al trasferimento, ma alla fine si sono arresi. Forse dovrei ringraziare in parte Margot. Anche se immagino che l’aver spezzato il cuore di mio padre abbia aiutato non poco la mia causa. E, probabilmente, erano tutti stanchi e basta. In questo momento sono disinteressata alla conversazione e osservo l’ufficio del preside. Non c’è molto con cui distrarsi: un paio di piante da interno che avrebbero bisogno di una bella annaffiata e alcune foto di famiglia. Il certificato di laurea appeso alla parete è dell’università del Michigan. Il nome di battesimo è Alvis. Hmmm. Che cavolo di nome è Alvis? Secondo me non ha nemmeno un significato, ma conto di verificare meglio più tardi. Sono lì a soppesare mentalmente le possibili etimologie, quando vedo Margot che estrae un faldone e glielo consegna.  Referti medici. Tonnellate. Mentre lui dà un’occhiata alla documentazione, il mio sguardo viene attirato dal temperamatite di metallo a manovella sulla sua scrivania. Mi sembra davvero strano. La scrivania è un bel mobile di ciliegio, ben diverso dai tavolacci di plastica che di solito spettano agli insegnanti. Perché mai uno debba montarci sopra un temperamatite così antiquato è un mistero. Vorrei chiederglielo. Invece mi concentro sulla rotella con i buchi per le matite di grandezze diverse e mi domando se il mio mignolo riuscirebbe a entrare in uno di quelli. Penso a quanto sarebbe doloroso temperarmi il dito, a quanto sangue ne uscirebbe, quando avverto un mutamento nel tono di voce del signor Armour.  «Affatto?» Sembra nervoso. «Affatto» conferma Margot, sfoggiando in pieno il suo tipico atteggiamento canzonatorio, stile “niente
cazzate”. «Capisco. Be’, faremo il possibile. Mi assicurerò che gli insegnanti vengano messi al corrente prima di lunedì. Ha già compilato il modulo per la scelta dei corsi?» E come da copione, eccoci arrivati al punto in cui lui si mette a parlare di me come se non fossi presente. Margot gli consegna il modulo e lui gli dà un’occhiata veloce. «Lo porto subito all’ufficio iscrizioni , così per lunedì mattina possono già darle l’orario delle lezioni. Non posso prometterle nulla riguardo alle materie facoltative. La maggior parte dei corsi sono già pieni ormai.» «Capiamo perfettamente. Sono certa che farà il possibile. Apprezziamo la sua disponibilità e, ovviamente, la sua discrezione» aggiunge Margot. È un avvertimento. Vai così, Margot. Ma temo sia tempo perso con lui. Ho come l’impressione che voglia davvero essere d’aiuto. Per di più, mi sa che lo metto a disagio, il che significa che probabilmente vorrà vedermi il meno possibile.  Il signor Armour ci accompagna alla porta, stringendo la mano di Margot e annuendo quasi impercettibilmente verso di me, con un sorriso forzato che penso sia di pietà o, forse, di disgusto. Poi, altrettanto rapidamente, distoglie lo sguardo. Ci segue nel caos della segreteria e ci chiede di attendere un istante mentre si dirige in fondo al corridoio fino all’ufficio iscrizioni con la mia documentazione. Mi guardo attorno e vedo che molta della gente che c’era prima è ancora in fila ad aspettare. Ringrazio chiunque sia il dio che ancora crede in me. Pulirei un bagno chimico con la lingua piuttosto che starmene altri trenta secondi in mezzo a questo casino. Ci stringiamo contro la parete per intralciare il meno possibile il passaggio. Non ci sono più sedie libere.  Do un’occhiata in cima alla fila, dove un bambolotto alla Ken sfodera il suo sorriso da orgasmo alla Signorina Acida dall’altra parte del bancone. Lei è davvero raggiante, avvolta com’è dall’aura di seduzione che emana il ragazzo. Non la biasimo. È il tipico belloccio che trasforma donne normalmente rispettose di se stesse in perfette idiote. Mi sforzo di captare la loro conversazione, qualcosa riguardo a un posto da stagista. Bastardo di un paraculo. Lui piega la testa di lato e dice qualcosa che fa ridere la Signorina Acida e le fa scuotere la testa con rassegnazione. Ha ottenuto quello che voleva, qualunque cosa fosse. Osservo la piccola variazione nel suo sguardo. Lo sa anche lui. Sono quasi ammirata. Mentre è lì che aspetta, la porta si apre ed entra una ragazza di una bellezza da capogiro, che si mette a scandagliare la stanza finché il suo sguardo non si ferma su di lui.  «Drew!» strilla in mezzo al baccano generale, e tutti si voltano. Sembra assolutamente indifferente all’attenzione suscitata. «Non mi va di stare tutto il giorno seduta in macchina! Sbrigati!» La osservo per bene mentre lo incenerisce con lo sguardo. È bionda come lui, anche se i suoi capelli sono più chiari, come di una che abbia trascorso l’intera estate sotto il sole. È attraente nel modo più ovvio possibile, indossa un top rosa che riempie bene nei punti giusti, con tanto di borsetta Coach di un rosa ossessivamente coordinato. Lui sembra lievemente divertito dalla sua incazzatura. Dev’essere la sua ragazza. Una coppia perfetta, penso. Il Ken strappa-mutande con Principessa Barbie Broncio: misure inarrivabili, borsetta di lusso ed espressione infastidita inclusi! Lui alza un dito per segnalarle che gli ci vorrà solo un minuto. Io avrei scelto un dito diverso. Sorrido al pensiero. Alzo lo sguardo e lo becco che mi sorride a sua volta, con gli occhi pieni di malizia. Alle sue spalle, la Signorina Acida scarabocchia velocemente qualcosa sul suo modulo e lo firma. Glielo riconsegna, ma lui ha ancora lo sguardo fisso su di me. Io gli indico la signorina e alzo le sopracciglia. Non vuoi pigliarti quello per cui sei venuto? Lui si volta, le prende il modulo di mano, la ringrazia e le fa l’occhiolino. Fa l’occhiolino alla segretaria in menopausa. È talmente spudorato da sembrare quasi sincero. Quasi . Lei torna a scuotere la testa e lo scaccia via bonariamente. Ottimo lavoro, Ken, ottimo lavoro. Mentre mi godevo lo psicodramma da ufficio, Margot parlottava a bassa voce con una tizia che immagino sia la consulente alle iscrizioni. Drew, che ho una disperata voglia di continuare a chiamare Ken, è ancora in piedi accanto alla porta, a chiacchierare con un paio di ragazzi in fondo alla fila. Mi domando se lo faccia apposta per far aumentare l’incazzatura di Barbie. Non che ci voglia molto. «Andiamo.» Ricompare Margot, spingendomi verso l’uscita.  «Scusate!» echeggia la voce stridula di una donna, prima che riusciamo a imboccare il portone. L’intera fila si volta all’unisono, a osservare la donna che alza in aria un faldone verso di me. «Come si pronuncia questo nome?» «Na-sty-a» sillaba Margot mentre io mi sento morire dentro, consapevole di tutta la gente che ci circonda. «Nastya Kashnikov. È russo.» Le ultime due parole se le lancia alle spalle, evidentemente orgogliosa di sé per qualche oscuro motivo, prima di dirigerci fuori dalla porta con lo sguardo di tutti puntato sulla schiena.
Arrivate alla macchina, Margot fa un sospiro e torna all’atteggiamento che mi è più familiare. «Be’, anche questa è fatta. Per ora» dice. Poi mi lancia uno dei suoi sorrisi smaglianti, da pin-up a stelle e strisce. «Gelato?» mi chiede, ma è come se ne avesse più bisogno lei di me. Sorrido anch’io, perché malgrado siano le dieci e mezzo, c’è una sola risposta a questa domanda”.



LA CLASSIFICA

I cinque articoli più letti nelle ultime due settimane:
1)   ToHorror 2014 proroga i termini a cura della redazione
2)   Venus intervention a cura della redazione
4)   VII Trofeo La Centuria e La Zona Morta a cura della redazione
5)   Le origini della notte a cura della redazione

PROSSIMAMENTE

Interviste a Max Giorgini, Andrea Biscaro, Barbara Baraldi, Alan “Sergio” D. Altieri, Gianfranco Viviani, Francesco Spagnuolo, Sperling & Kupfer, Hypnos e Lamberto Bava; la cacciatrice di fate; Day of the dead 2; Notte Profonda: un ricordo di Fabio Salerno; Lucio Fulci; Conan the barbarian; “Solo per noi vampiri” di Lamberto Bava; “Sette piccoli film” di Andrzej Zulawski.

Arrivederci nell’aldilà!

Davide Longoni

venerdì 8 agosto 2014

CALCIO E ACCIAIO - DI GORDIANO LUPI

Domenica 10 agosto 2014
Ore 21.00
Giardini Ex Pro Patria
Piombino


PRESENTAZIONE DEL LIBRO



Calcio e Acciaio
Dimenticare Piombino

di Gordiano Lupi

Presentato al Premio Strega 2014

Presenti l’autore Gordiano Lupi, il critico Fabio Canessa e i dirigenti dell'Associazione Culturale Amicizia nel Mondo

Pag. 200 – Euro 12,50 – Acar Edizioni, 2014 (Milano)
Calcio e acciaio - Dimenticare Piombino racconta con amore e nostalgia una storia ambientata in un suggestivo spaccato maremmano. “Aldo Agroppi era amico di sua madre, viveva in via Pisa, un quartiere di famiglie operaie, case bombardate durante la Seconda Guerra Mondiale, tragiche ferite di dolore, macerie ancora da assorbire. Giovanni ricorda una foto di Agroppi che indossa la maglia della Nazionale, autografata con un pennarello nero. Era stato proprio Agroppi in persona a dargliela, all’angolo tra corso Italia e via Gaeta, in un giorno di primavera di tanti anni fa, dove la madre del calciatore gestiva una trattoria, un posto d’altri tempi, dove si mangiava con poca spesa. Giovanni era un bambino innamorato dei campioni, giocava su un campo di calcio delimitato dalla sua fantasia, imitava le serpentine di rombo di tuono Gigi Riva, i virtuosismi di Sandro Mazzola, le bordate di Roberto Boninsegna, le finte dell’abatino Gianni Rivera e la vita da mediano di Aldo Agroppi, cominciata a Piombino e conclusa a Torino”.

Dopo tanti anni Piombino era ancora una volta il centro del suo mondo. Lo Stadio Magona aveva preso il posto di San Siro, le duecento persone domenicali che seguivano la squadra locale erano il suo nuovo pubblico, anche se i dribbling si facevano sempre più rari e le azioni più lente. Giovanni si preparava con scrupolo alle gare, spingeva i giovani a dare il meglio, insegnava, come un allenatore in campo che dispensava anni di esperienza.

La nostra cultura era quella del flipper con i record segnati con la penna biro, del calcio balilla con i vecchi calciatori decapitati e anneriti, dei primi videogames artigianali che si facevano strada. Non solo. Era la cultura del cinema con il doppio spettacolo domenicale e la signora che vendeva manciate di semi per poche lire. Era la cultura del campino sterrato della parrocchia, dove sognavamo di emulare Mazzola e Rivera. Era la cultura dei nonni che raccontavano le fiabe tenendoci per mano nelle giornate di vento.

Canali di Marina dove gettare una lattina di birra o le finte teste di Modigliani, emulando i cugini livornesi dopo una scorribanda tra amici. Scogliere di Fosso alle Canne, la luna a picco su una casa diroccata che sembrava uscita dai versi di Montale, io che recitavo La casa dei doganieri, la casa della mia sera, con la tua mano stretta nella mia e aspettavo un bacio, un segno che tutto sarebbe andato bene, che non mi avresti lasciato. Nottate di libeccio con il mare che superava la balaustra in ferro battuto del Porticciolo e bagnava le mura del vecchio ospedale. Maestrale che pareva uscito da un quadro di Fattori, mentre in Cittadella mi fermavo a guardare il mare in attesa di un bacio dalle tue labbra inesperte e tremanti, quasi come le mie.

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Dirige le Edizioni Il Foglio Letterario. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz, Guillermo Cabrera Infante, Heberto Padilla, Felix Luis Viera, Virgilio Piñera e Yoani Sánchez. Ha pubblicato libri sul cinema italiano. Tra i suoi lavori: Cuba Magica conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), FelliniA cinema greatmaster (Mediane, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Fidel Castro biografia non autorizzata (A.Car, 2011), Storia del cinema horror italiano in cinque volumi. Ha tradotto – per Minimum Fax – La ninfa incostante di Guillermo Cabrera Infante (Sur, 2012). Pagine web: www.infol.it/lupi. E-mail per contatti: lupi@infol

lunedì 4 agosto 2014

3 CONCORSO SEGRETI DI PULCINELLA



e l’associazione PoetiKanten
presentano

III Concorso Segreti di Pulcinella


BANDO DI PARTECIPAZIONE

Il concorso è aperto a tutti gli scrittori italiani e stranieri, purché presentino opere in lingua italiana o in dialetto (in questo caso dovranno essere obbligatoriamente accompagnate dalla traduzione in italiano dei testi).


Si partecipa con testi a tema libero, editi o inediti, ma che non siano stati mai premiati in precedenti concorsi letterari.

Il concorso si articola in due sezioni:

SEZIONE A – POESIA: si può partecipare con un massimo di due testi di cui ciascuno non dovrà superare i 30 versi di lunghezza, titolo e spazi esclusi.

SEZIONE B – RACCONTO BREVE: si  può partecipare con un solo racconto di lunghezza non superiore alle tre pagine Word A4, Times New Roman, corpo 12, spaziatura minima.

Non verranno accettati testi che presentino elementi razzisti, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza, alla discriminazione di alcun tipo.

Gli autori si assumono ogni responsabilità in ordine alla paternità degli scritti inviati esonerando la rivista Segreti di Pulcinella e l’Associazione Culturale Poetikanten da qualsivoglia responsabilità anche nei confronti dei terzi. Gli autori devono dichiarare di possedere a pieno i diritti sull’opera che presentano.

Per partecipare al concorso, ciascun autore dovrà inviare le proprie opere, la scheda di partecipazione in formato digitale (in Word o Pdf) compilata e scannerizzata  e la copia della ricevuta di pagamento al concorso all’indirizzo di posta elettronica massimoacciai@alice.it entro la data del 31 DICEMBRE 2014.


Ciascun autore, nell’allegato contenente le proprie opere, deve inserire il proprio nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, indirizzo e-mail, la dichiarazione che l’opera è frutto esclusivo del proprio ingegno, la dichiarazione che l’autore ne detiene i diritti e l’espressa autorizzazione al trattamento dei propri dati personali ai sensi del D.lgs. n. 196/2003, compilando la scheda allegata al bando.


Quale tassa per copertura delle spese organizzative è richiesta un contributo pari a 10€. Chi intende partecipare a entrambe le sezioni lo potrà fare, inviando il pagamento per entrambe. Il pagamento potrà avvenire mediante:

bonifico bancario: (IBAN IT33A0760102800001014268401 – Intestato a: IURI LOMBARDI – Causale – Concorso Segreti di Pulcinella)

bollettino postale (CC n° 001014268401 – Intestato a IURI LOMBARDI – Causale: Concorso Segreti di Pulcinella)


La Commissione Giuria è composta da:
Iuri Lombardi, poeta, scrittore, presidente Ass. Cult. Poetikanten
Massimo Acciai, poeta, scrittore, direttore rivista Segreti di Pulcinella
Alessandro Rizzo, giornalista, vice-direttore rivista Segreti di Pulcinella
Italo Magnelli, poeta e pittore

Rossana D’Angelo, poetessa
Valentina Meloni, poetessa, scrittrice, recensionista
Matteo Nicodemo, poeta, scrittore, cantautore


Il giudizio della giuria è definitivo e insindacabile.

Presidente del Premio: Massimo Acciai
Il concorso è finalizzato alla pubblicazione di un’opera antologica che verrà pubblicata con regolare codice ISBN, che verrà presentata e diffusa durante la cerimonia di premiazione e acquistabile sulle maggiori librerie online. Nell’antologia verranno pubblicati i testi dei primi tre vincitori di ciascuna sezione e di quelli di autori segnalati e menzionati dalla Giuria.

I premi consisteranno in targhe di metallo per i primi tre vincitori di ciascuna delle due sezioni. I primi vincitori assoluti delle due sezioni riceveranno, inoltre, 140 € (divisi nelle due sezioni) e una copia gratuita dell’antologia del premio. Per i segnalati e altri partecipanti che otterranno delle menzioni si consegnerà un diploma e un libro.

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Firenze nella primavera del 2015 in una location da stabilire. Tutti i premiati e i segnalati sono invitati a partecipare. I vincitori dei primi tre premi che non potranno intervenire, potranno inviare un loro delegato a ritirare i premi o potranno riceverli per posta dietro loro pagamento delle relative spese postali.

Gli autori, per il fatto stesso di inviare le proprie opere, dichiarano di accettare l’informativa sulla Privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003.

Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, autorizzano la rivista Segreti di Pulcinella e l’Associazione Culturale Poetikanten a pubblicare le proprie opere sull’antologia, rinunciando, già dal momento in cui partecipano al concorso, a qualsiasi pretesa economica o di natura giuridica in ordine ai diritti d’autore ma conservano la paternità delle proprie opere.


Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, accettano integralmente il contenuto del presente bando.



            MASSIMO ACCIAI                                                             IURI LOMBARDI

Direttore della rivista Segreti di Pulcinella                                                Presidente Ass. Cult. Poetikanten





Info Segreteria del Premio: massimoacciai@alice.it