sabato 20 settembre 2014

Ecco il nuovo numero della Newsletter de “La Zona Morta”:

Ecco il nuovo numero della Newsletter de “La Zona Morta”: ogni 15 giorni tante notizie, anticipazioni, classifiche, aggiornamenti… e molto, molto di più! Seguiteci su www.lazonamorta.it...




E ANCHE SUI PRINCIPALI SOCIAL NETWORK

ANTIPASTI
Terre di Confine numero 02 di Davide Longoni

PRIMI PIATTI
Torchwood di Elena Romanello
“Holiday”: arriva il trailer a cura della redazione
Zone del crepuscolo di Davide Rosso

SECONDI PIATTI
Camelot di Elena Romanello
XX Trofeo RiLL: i finalisti a cura della redazione
Le mosche preferiscono volare di Giovanni Mongini

CONTORNI – LE CRONACHE DI  
Sette piccoli film a cura della redazione
Solo per noi vampiri a cura della redazione

FRUTTA
Macchie solari di Davide Rosso
DESSERT
The Cannibal Family – Il numero 4 a cura della redazione

BEVANDE

EXTRA
Per cominciare vi segnaliamo questo appuntamento, che ormai da 11 anni accompagna gli amici delle Marche e dintorni.

Infine per la nostra sezione “non fantastica”, vi suggeriamo un racconto disponibile in formato e-book del nostro amico Eugenio Cardi, che ancora una volta ci propone una storia che è un vero e proprio pugno nello stomaco: si tratta di “La bambola spezzata - Antipsicotici per schizofrenia”, pubblicato da Rockshock Edizioni al costo di soli 1,49 €.
E’ un racconto breve, incentrato sul rapporto causa/effetto che può esistere tra l'abuso sessuale infantile e l'insorgere di psicopatologie anche gravi.
Leggiamo un passo tratto dal racconto: “Appena mia madre usciva per andare al lavoro, non perdeva un attimo. Lasciava tutti i suoi cazzeggiamenti e senza nemmeno bussare alla porta si precipitava nella mia stanza.
Senza dire una parola mi aggrediva, mi dava un paio di sberle tanto per fami capire chi comandava lì, mi denudava del tutto e con tutta la forza che poteva mi violentava. Punto, tutto qui. Sembra poco, ma non lo è”.

LA CLASSIFICA

I cinque articoli più letti nelle ultime due settimane:
1)   Macchie solari di Davide Rosso
2)   The Cannibal Family – Il numero 4 a cura della redazione
3)   Le mosche preferiscono volare di Giovanni Mongini
5)   Kiki – Sangue a Berlino-Brandeburgo a cura della redazione

PROSSIMAMENTE

Interviste ad Andrea Biscaro, Barbara Baraldi, Alan “Sergio” D. Altieri, Gianfranco Viviani, Francesco Spagnuolo, Sperling & Kupfer, Hypnos e Lamberto Bava; Vita di Tara; Day of the dead 2; Millennio di fuoco – Raivo; la fantascienza degli E.C. Comics; Notte Profonda: un ricordo di Fabio Salerno; Lucio Fulci; Conan the barbarian; Neo-Gaiking; Isaac Asimov.

Arrivederci nell’aldilà!

Davide Longoni

domenica 7 settembre 2014

Il nuovo numero della Newsletter de “La Zona Morta”

Menù “La Zona Morta”




Ecco il nuovo numero della Newsletter de “La Zona Morta”: ogni 15 giorni tante notizie, anticipazioni, classifiche, aggiornamenti… e molto, molto di più! Seguiteci su www.lazonamorta.it...

E ANCHE SUI PRINCIPALI SOCIAL NETWORK


ANTIPASTI

Terre di Confine numero 02 di Davide Longoni

PRIMI PIATTI

Armando Corridore… ed Elara di Filippo Radogna
“Holiday” a Venezia a cura della redazione

SECONDI PIATTI
La cacciatrice di fate di Elena Romanello
L’estate segreta di Babe Hardy a cura della redazione
Libri di fine estate di Gordiano Lupi
Tutte le “cose” del mondo di Giovanni Mongini

CONTORNI – LE CRONACHE DI
Solo per noi vampiri a cura della redazione
Lamberto Bava di Davide Longoni

FRUTTA
Max Giorgini di Elena Romanello

DESSERT
Helloween di Marco Boglioni


BEVANDE

EXTRA

Per la nostra sezione “non fantastica”, questa volta diamo voce a Davide Rosso con un pezzo intitolato: MICROFISICA DEL POTERE DAL POLIZIOTTESCO AL FINANZCAPITALISTISMO… è tutto vostro!


“Un anno fa (era agosto, sul finire) lessi un appassionante articolo dell’Espresso che mi rammarico di aver buttato.
Era di Roberto Andò, lo scrittore/regista, e parlava di come la letteratura italiana degli anni Settanta avesse raffigurato (o tentato di raffigurare) il potere del palazzo (democristiano).
Quali autori e come.
Già ho detto come il poliziottesco sia un oggetto curioso: da una parte ci restituisce gli ambienti di quel decennio, meglio di qualunque super produzione (revisionista) di oggi; dall’altra compie un’operazione beckettiana di cancellazione del reale, della sua complessità mortifera ridotta a brandelli di ricordi e flash biancodash.
I commissari di ferro di Maurizio Merli, Luc Merenda e Thomas Milian non si scontrano mai con i petrolieri (veri e non da operetta), con gli industriali (veri e non da operetta), con la mafia (vera e non folkloristica), col terrorismo, con la Cia, le stragi, con la degradazione antropologica e urbanistica del paese.
A tracciare un corpo a corpo ideologico e d’immaginazione col potere, per descriverlo e denudarlo, ci pensano alcuni scrittori e poeti.
Pasolini, nella raccolta semipostuma delle Lettere Luterane, Einaudi 1976, presenta alcuni articoli usciti sul Corriere della Sera e sul Mondo concentrandosi su un fittizio processo alla Democrazia Cristiana. L’autore svela al lettore (e ai vari commissari di ferro) i veri gangli del potere e dove esso si annidi, ovvero nell’immagine, narrativa efficacissima, del Palazzo, non luogo metafisico a cui penseranno molto Elio Petri e Francesco Rosi.
Negli articoli (Fuori dal Palazzo; Bisognerebbe processare i gerarchi DC; Il processo; La sua intervista conferma che ci vuole il processo; Perché il processo) si delinea quasi una trama per un sur-poliziottesco dove tutti gli sbirri senza paura si raccolgono per fermare la follia feroce e dilagante del penitenziario consumistico dei ’70; i gerarchi Dc si ergono come totem da abbattere e decapitare prima che la mutazione culturale degradi tutti; il Palazzo, il Nuovo Potere descritto dall’autore friulano è qualcosa di impalpabile e strisciante che nasconde gli intrallazzi di petrolieri, banchieri, industriali e nuovi mafiosi turbo capitalistici; urge dunque un processo per aver governato male il paese e averlo portato sui bordi dello sfascio (e le orribili stragi degli anni ’70 sono tutto fuorché metafora); ecco allora che un eroe da serie B come Betti dovrà sfoderare la pistola e affrontare un paese di serie B imbrattato di sangue e stritolato nella morsa di GLADIO, del Sifar, del Sid, della Cia, dei golpe fascisti, del caso Valpreda, delle stragi di Milano, Brescia e Bologna.
Dovrà farlo il commissario Betti perché tutto è immobile come un cimitero e perché noi abbiamo paura.
Calvino fa uscire sulla rivista Il caffè, nell’agosto del 1969, un racconto intitolato La decapitazione dei capi  immaginando (volgendo le spalle a qualunque problema di verosimiglianza) un paese utopico dove, ciclicamente, i capi, tutti i capi che detengono un potere reale, vengono portati su un palco e decapitati, poiché “ l’autorità sugli altri è una cosa sola col diritto che gli altri hanno di farti salire sul palco e abbatterti, un giorno non lontano”.
Calvino immagina il finale del processo che Pasolini descriverà nelle Lettere Luterane.
Un maxi sacrificio indispensabile per il corretto funzionamento della società, poiché sembra che il potere nasca dal sopruso (qualunque forma di potere è un sopruso di qualcuno su qualcun altro) e debba finire col “preannuncio della lama che fischi nell’aria”.
Altro autore capace di leggere quel decennio e mostrarne i nervi scoperti è Sciascia.
Lo Sciascia dei Settanta, autore di libri sperimentali e affascinanti come Todo Modo, Il contesto, L’affaire Moro e Nero su Nero.
Il contesto apparve nel 1971 e si caratterizza come una parodia, ovvero un “travestimento comico di un’opera seria” in cui il plot (un uxoricida che ammazza a raffica dei giudici togatissimi) si dissolve in un complotto labirintico che finirà per stritolare il bravo funzionario Rogas.
Col Contesto Sciascia inizia a elaborare un paese (l’Italia, anche se il tutto è mascherato sotto le effigi di un altro luogo d’immaginazione) in cui il potere (del palazzo, dei golpe, dei servizi segreti, dei silenzi e della finanza) tracima in ogni ganglio della società, trasformandolo. E’ preludio di un’Italia ecatombale, dove la libertà è divenuta un concetto astratto e la rivoluzione un’idea per riempire il palinsesto del prime time. E’ preludio di un’idea narrativa che troverà in Todo Modo la forma compiuta della parabola, dell’anticipazione, per astrazione e sintesi, di quel che verrà, ossia la fine della prima repubblica (e dentro quella fine già pre-scritta le fini della seconda e della terza mai nata).
E questa sintesi, questo procedere per ellissi, così come nell’inverosimiglianza di Calvino e Pasolini, è il comun denominatore di questi testi sul potere dell’Italia nei Settanta.
Saltiamo quarant’anni in avanti.
E oggi?
Qui mi riduco a degli appunti veloci, lapis.
Più che paura, quella di cui parlava Pasolini, si respira indifferenza, apatia.
Oggi, nella crisi dei generi, è possibile rintracciare autori interessanti che si muovono tra la saggistica e la fiction.
Segnalo il Miguel Gotor de Il memoriale della repubblica, uscito per Einaudi nel 2011, libro bellissimo e totale per chiudere (se sarà mai possibile) un cerchio col passato e confrontarsi col fantasma della repubblica, quel Moro Aldo autore di una memoria difensiva scritta sotto la prigionia Br e a lungo occultato con depistaggi, omicidi, eccetera.
La sapienza di Gotor è tale da cogliere la frattura e il passaggio dai ’70 al decennio dei baby pensionati degli ’80.
Oppure Luciano Gallino, autore di saggi sul nuovo mondo finanziario nel quale nuotiamo tutti: un mondo di austerità neoliberiste che hanno abbattuto l’immagine immanente del Palazzo (e dei suoi gerarchi Totem) per sostituirlo con quella digitale (ed evanescente) delle banche, dei consigli di amministrazione obliqui, delle multinazionali, dei social network; tutti enti(tà) accomunati dal tagliare la spesa pubblica (improduttiva!), ossia beni pubblici, scuole, sanità, servizi e il costo del lavoro (leggi: rendere licenziabile su due piedi chiunque!) al fine di agevolare una illusoria ripresa che servirà solo a tener in vita questo sistema ancora per qualche anno, prima di un altro crollo ancor più definitivo.
Perché, come ci spiegano con chiarezza Norbert Trenkle e Ernst Lohoff in Terremoto nel mercato mondiale (Mimesis Edizioni, 2014), la crisi economica è ancora il nostro pane quotidiano e le vere cause (e le vere vie d’uscita) sembrano ancora poco chiare, in quanto la finanza selvaggia è solo il capro espiatorio del disastro e non la sua origine, rintracciabile nel cuore stesso (l’inland empire) del capitalismo, ossia il suo bisogno costante di fare sempre più soldi, di accumularne sempre più e per fare questo incarognirsi con l’outsourcing sul lavoro: ridurne i costi, i salari, il numero di addetti; insomma se il capitale deve moltiplicarsi deve impiegare un maggior numero di persone, al tempo stesso però, per via della concorrenza, deve guardare alla produttività e sostituire la forza lavoro, automatizzarla e azzerarla in termini di costi, cosa che è una contraddizione irrisolvibile perché poi se le persone non lavorano non consumano e non spendono, non vivono.
Altri nomi che ingaggiano una lotta con l’oggi, usando tutti i mezzi messi a disposizione dalla fantasia: Giuseppe Genna con l’interessante La vita umana sul pianeta Terra (Strade blu Mondadori 2014); Marco Belpoliti con Settanta (Einaudi), o Il pane e la morte, curato per i tipi di Sensibili alle Foglie da Renato Curcio e incentrato sullo scambio salute-lavoro nel polo industriale brindisino.
Nel cinema ricordo il bellissimo Diaz di Vicari, in televisione il documentario Il paese mancato di Guido Crainz.
(Sembra interessante anche il nuovo film della Guzzanti, in uscita, sulla trattativa stato/mafia)”.


LA CLASSIFICA

I cinque articoli più letti nelle ultime due settimane:

1)   Halloween all’italiana 2014 a cura della redazione
2)   Voglia di guardare di Gordiano Lupi
3)   True Crime & Covers Noir di Davide Rosso
4)   Aristide Massacesi di Gordiano Lupi
5)   La Porta Rossa di Darkum Neik

PROSSIMAMENTE

Interviste ad Andrea Biscaro, Barbara Baraldi, Alan “Sergio” D. Altieri, Gianfranco Viviani, Francesco Spagnuolo, Sperling & Kupfer, Hypnos e Lamberto Bava; Day of the dead 2; Camelot; Notte Profonda: un ricordo di Fabio Salerno; Torchwood; Macchie solari; Grezzo Film; nuovi ospiti a “View Conference 2014”; Lucio Fulci; Conan the barbarian; Neo-Gaiking; Isaac Asimov; “Sette piccoli film” di Andrzej Zulawski.

Arrivederci nell’aldilà!


Davide Longoni