sabato 7 gennaio 2017

DAL SITO LANKENAUTA LAURA E IL TRENO PER ELINTUR E ALTRI RACCONTI RECENSIONE DI MARINA MONEGO

LAURA E IL TRENO PER ELINTUR

Pubblicato il: 6 gennaio 2017
Per gentile concessione del sito LANKENAUTA LETTERATURA E ALTRI MONDI      
       
                               
       Sembra di vederle le bambine – protagoniste di questi racconti di Antonio Messina – bambine dalla faccia pulita, gentili, legate alla famiglia o al solo genitore che la sorte ha lasciato loro, intraprendenti e soprattutto sognatrici, capaci di volare sulle ali della fantasia e di proiettarsi verso nuovi mondi.

Con questa raccolta di dodici racconti più uno di Greta Messina – una variopinta e delicata storia di formazione – Antonio Messina esordisce nel mondo della narrativa per ragazzi e lo fa con storie che potremmo definire di genere fantasy- filosofico. Rispetto ai romanzi precedenti, rivolti a un pubblico di adulti, qui le trame guadagnano in linearità e chiarezza, fermi restando alcuni leit-motiv caratteristici dell’autore: la capacità di evocare mondi fantastici pieni di luci e di colori; una grande sensibilità cromatica, la presenza di “effetti speciali”: globi luminescenti, porte misteriose, velieri, archi, venti dalle qualità insolite.

“Il sole brillava nel cielo di zucchero filato, svanendo a tratti, coperto da strane nuvole rosa. Il sentiero di cristallo rifletteva i raggi del sole, allagando la campagna di piccole sfere luccicanti e multicolore. “

Le protagoniste rivendicano tutte le immense possibilità e i diritti della fantasia e dell’immaginazione, che permettono di scoprire nuovi mondi, di mettersi in contatto con realtà differenti e di allargare i propri orizzonti mentali. Generalmente hanno almeno una figura genitoriale condiscendente – spesso un papà gentile e premuroso, molto presente, che ha assunto anche il ruolo materno, essendo la mamma prematuramente scomparsa – che le comprende ed esercita la sua autorità senza perdere la tenerezza.
Nella loro avventura spesso coinvolgono un’amica inizialmente scettica o paurosa oppure hanno un oggetto magico che le aiuta o qualche simpatico animaletto come un cagnolino o un uccellino.
Sono bambine intrepide, coraggiose, non si spaventano di fronte al buio e alla pioggia o a impervi sentieri montani, hanno già percorso quelle vie e loro compito è tornarvi, conoscere, sapere. Con ostinazione difendono il loro diritto al sogno e alla libera fantasia, come Laura, la protagonista del primo racconto, quello eponimo. “Laura era una sognatrice, come suo padre, per lei sognare era come volare…era come aprire una finestra nel cielo azzurro e guardare oltre, verso l’infinito”.

Il contatto con diverse realtà non è semplice evasione o un perdersi in fantasie evanescenti, implica una ricerca esistenziale, un interrogarsi – naturalmente sempre dal punto di vista di creature molto giovani – sul senso della vita e sul mistero della morte, ecco allora un nonno che parte per un lungo viaggio, una mamma scomparsa che si rivela alla figlioletta in altri modi…. addirittura un’esperienza di pre-morte in “Angelica alla fermata del tram”.
C’é molta delicatezza in queste manifestazioni, che vogliono toccare l’anima delle persone, la loro componente più spirituale, che viene rivendicata con forza in contrapposizione all’aridità e all’insensibilità verso le quali a volte il mondo sembra precipitare (e qui ritroviamo un altro dei temi ricorrenti di Messina).
Da tutte queste esperienze le giovani protagoniste imparano sempre qualcosa: può nascere una vocazione alla scrittura ed ecco che Laura decide di scrivere un racconto sulla sua esperienza oppure Nicole capisce che è meglio vivere il presente, cogliere l’attimo piuttosto che rifugiarsi nel passato o voler conoscere a tutti i costi il futuro (Nicole e il cavallo a dondolo”); è possibile lasciar parlare il cuore e allora tante parole non servono (“Melissa e il cagnolino parlante”, dove è delizioso il mondo dei cagnolini).
La fantasia è addirittura benefica, converte il male in bene e semina “amore, amicizia, fratellanza, altruismo, passione, armonia”: a tanto possono Clarissa e la sua amica Alice con il terribile vento Espero, che diventa buono e mansueto.

I richiami alle aberrazioni del mondo contemporaneo, alla sua avidità e cattiveria s’infittiscono verso gli ultimi racconti, dove nebbie fitte e grigiore rivestono la realtà e la rendono opprimente e gravata da un eterno inverno. Sta agli uomini stessi liberarsi da queste nuvole e ascoltare il cuore, rientrare in sé stessi e riprendersi una vita migliore.

Un’ultima domanda mi sorge spontanea alla fine del libro: perché le protagoniste sono tutte bambine? Forse le donne sono ritenute ancora capaci di comprendere certi valori e di lottare con determinazione per raggiungerli.                     

giovedì 5 gennaio 2017

RISTAMPA AGGIORNATA DI ALMENO IL PANE, FIDEL! NEL DECENNALE DELLA SUA USCITA - 2006 - 2016. GORDIANO LUPI


RISTAMPA AGGIORNATA DI ALMENO IL PANE, FIDEL! NEL DECENNALE DELLA SUA USCITA - 2006 - 2016.


Almeno il pane, Fidel! -
Cuba quotidiana, il periodo speciale, il potere a Raúl
Historica, 2016 - Pag. 250 - Euro 14. 

Seconda edizione riveduta e ampliata di Almeno il pane Fidel!, guida alternativa alla Cuba turistica, da cartolina, che tanto piace al regime. Un libro che rappresenta una sincera analisi di un paese allo sbando che ha abbandonato da tempo il sogno della Rivoluzione Socialista, con un Fidel Castro ormai ridotto al ruolo di mummia da esporre in televisione. Il volume si apre con un reportage di viaggio datato 2005, l’ultimo prima che Gordiano Lupi venisse dichiarato dal regime persona non gradita, si avventura in una ricostruzione della storia cubana, traccia un quadro dei problemi quotidiani e racconta gli ultimi anni caratterizzati dalle riforme di Raúl Castro. Un capitolo finale scritto da Domenico Vecchioni dimostra come niente sia cambiato per il cubano medio nonostante un nuovo rapporto con gli Stati Uniti. Sono pochi gli elementi di novità per una Cuba che vorrebbe cambiare, per un popolo stanco, con il pensiero rivolto alla fuga, annichilito da cinquant’anni di dittatura, incapace persino di ribellarsi. UN articolo finale di Domenico Vecchioni.


PIAZZA FONTANA UN SUCCESSO PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO ALL'AGRITURISMO IL MARCIATOIO

PATRIZIO AVELLA
Autore francese, di origine italiana, nato nel 1959, vive oggi in Toscana, nella Maremma.
Questo romanzo scritto in francese col titolo «Rome Criminelle» ha ricevuto: «le Prix du Livre Européen et Méditerranéen» de la Fondation Jean Monnet nella categoria «Roman et cinéma» nel 2012 a Parigi. Nel 2013, è stato selezionato per il rinomato Prix du «Polar en Vigne» in Borgogna per un giallo «La part des anges». Redattore della rubrica «Storia gastronomica italiana» per «La Voce», la rivista degli italiani in Francia basata a Parigi.
Collabora con diverse trasmissioni radiofoniche in Francia per France Bleu e Sud Radio. Co-organizzatore con l’associazione Dolcevita Italia delle «settimane del cinema italiano» per la regione Bourgogne/Franche-Comté.

Info: Edizioni Il FOGLIO, sito web www.ilfoglioletterario.it 

Patrice Avella

Collana: Narrativa
Anno edizione: 2016
Pagine: 440 p. , Brossura
  • EAN: 9788876066122

mercoledì 4 gennaio 2017

DONNE E PAROLE DI GIUSEPPE IANNOZZI IL FOGLIO LETTERARIO

DONNE E PAROLE (poesie d’amore) nasce dall’esigenza dell’autore, Giuseppe Iannozzi, di portare, per la prima volta, a quanti amano la poesia, una antologia della sua migliore produzione poetica. L’autore ha quasi sempre rifiutato il titolo di “poeta”, nonostante sia stato detto tale in più di una occasione. DONNE E PAROLE (poesie d’amore) si prefigge lo scopo di accontentare lettori e lettrici che, nel corso degli anni, gli hanno chiesto di pubblicare un libro di poesie. In questa antologia, che raccoglie testi scritti nel corso di quindici anni, senza mai dirsi poeta a tutto tondo, l’autore parla della grandezza, della bellezza e della stupidità che sono nell’amore.
Perché mai parlare e scrivere d’amore?
Forse perché, oggi più di ieri, l’amore non esiste se non nel cuore di pochi ingenui ribelli, che non si sono rassegnati all’idea che i sentimenti siano stati sostituiti, in via definitiva, da stravaganti surrogati ad ore, o da velenose inflazioni che dir si voglia.

Giuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore. 
Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni) e La lebbra (Il Foglio letterario), mentre nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta edizioni). Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com (goo.gl/7fiaLo). Nel 2016 ha tradotto e curato Bukowski, racconta! (Il Foglio letterario). Ha inoltre curato l’editing di parecchi libri di narrativa e di saggistica per svariate case editrici. Attualmente si occupa dell’ufficio stampa de Il Foglio letterario (facebook.com/ilfoglioletterario) e scrive per diverse testate online e la free press.

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