martedì 5 dicembre 2017

LAURA E IL TRENO PER ELINTUR RECENSIONE APPARSA SULLA RIVISTA "PAGINE GIOVANI".




Laura e il treno per Elintur e altri racconti.

Antonio Messina

prefazione di Luca Menichetti

Edizioni il Foglio

Recensione apparsa sulla rivista “Pagine Giovani”.

Nel panorama delle pubblicazioni professionali sulla letteratura giovanile è una rivista storica, seconda solo a ‘LG Argomenti’. Nasce nel 1965 col titolo di ‘Il Minuzzolo’, sostituito nel 1976 con quello attuale”. 
La rivista “si è guadagnata nel corso degli anni una posizione di rilievo nel campo dell’indagine e della riflessione critica sul libro per ragazzi, spaziando dalla produzione nazionale a quella internazionale”.

 

domenica 22 ottobre 2017

IL MALE PEGGIORE IL NUOVO ROMANZO DI G. IANNOZZI




IL MALE PEGGIORE. Storie di donne e scrittori – In questo romanzo si raccontano le storie di tanti celebri scrittori e delle donne che, bene o male, li hanno accompagnati per un pezzo, più o meno lungo, della loro vita: Cesare Pavese e Doris Dowling, J.D. Salinger e Oona O’Neill, Ernest Hemingway e Mary Welsh, H.P. Lovecraft e Sonia Greene, Henry Miller e Anaïs Nin, Hermann Hesse e Ninon, F.W. Nietzsche e Lou von Salomé, Emilio Salgari e Ida Peruzzi…
Chaplin aveva strappato Oona O’Neill dalle braccia di Salinger; e lui, Giacobbe, non era né l’uno né l’altro, ma Liliana si era portata via da lui […] In fondo Salgàri si era tolto di mezzo perché, per tutta la vita, era stato pure lui un mollaccione, uno che scriveva, uno che non guadagnava mai abbastanza nonostante sgobbasse da mane a sera; e che importava se aveva avuto dei figli da Ida Peruzzi, se questa era finita presto in manicomio. […] Ricordava con una certa nettezza quando, per l’ultima volta, l’aveva incontrato al Caffè Platti di Torino, in quel caffè che non c’è più e che in altri tempi aveva visto fra la sua clientela Luigi Einaudi, Cesare Pavese, Mario Soldati, i coniugi Natalia e Leone Ginzburg, Norberto Bobbio e molti altri nomi celebri. […]
Friedrich Willem Nietzsche aveva corteggiato Lou von Salomé e lei si era presa gioco del suo cuore e della sua genialità. E Nietzsche, con tutto il suo carico di dolore, nonostante l’intelligenza e l’acume spropositato, pian piano avevo ceduto alla pazzia per finire in un cazzo di manicomio a mangiare i suoi stessi escrementi.
Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: NarrativaPrima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

lunedì 13 marzo 2017

RECENSIONE DI IANNOZZI GIUSEPPE - LAURA E IL TRENO PER ELINTUR EDIZIONI IL FOGLIO


LAURA E IL TRENO PER ELINTUR

Antonio Messina favolista d’eccellenza

Iannozzi Giuseppe


Immaginate le favole, immaginate come si scrivevano una volta iniziando con un bel “c’era una volta”, e, ancora, immaginate mondi fatati abitati da creature fantastiche: riuscite a immaginare tutto questo? Sin dalla notte dei tempi o quasi, le favole hanno fatto la gioia di grandi e piccini, aiutandoli a vivere in un mondo che, nel migliori dei casi, è sempre e solo piatto, vuoto di sogni e di speranze.
Antonio Messina dà alle stampe Laura e il treno per Elintur (Il Foglio letterario), una raccolta di fiabe che fanno sorridere e riflettere. In Laura e il treno per ElinturAntonio Messina dà corpo e vita a dodici racconti di stampo immaginifico; il tredicesimo racconto che chiude il volume è invece di Greta Messina. Ogni favola è accompagnata da una illustrazione di Greta Messina o di Giovanna Stassi.
Lo stile di Antonio Messina è lineare, mai sovrabbondante, così come è giusto che sia per ogni favola che nasce dal cuore e che vuole fare breccia nei cuori di chi avrà la bontà di leggerle, per suo proprio piacere o per raccontarle ai propri figli e nipoti. Lo stile affabulatorio è bilanciato e originale, e l’autore non disdegna di attingere dalle migliori fonti narratologiche lasciateci in eredità da romanzieri quali Lewis Carroll, Clive Staples Lewis, Roald Dahl ed Hermann Hesse.
In Laura e il treno per Elintur incontriamo una galleria di personaggi femminili, bambine che, per un motivo o per un altro, non hanno quasi mai ricevuto tutto quell’amore di cui avrebbero oggi bisogno. Per sopperire alla mancanza, alla fine o alla perdita di un amore, si rifugiano in un universo parallelo dove tutto è possibile, dove una nuvola assume il volto di una madre persa, dove un cavallo a dondolo prende vita, dove una città di carta si anima, dove Caterina parla con il vento che le risponde per le rime, dove Nebbia, un cagnolino pacifico, di colpo comincia a parlare per introdurre la piccola Melissa in un mondo sconosciuto. Come già detto dodici favole con altrettante morali, perché Antonio Messina, forse guardando alla lezione di Hermann Hesse, non può davvero fare a meno di dire e del Bene e del Male.
Vita e Morte, Bene e Male, sempre sono in agguato nella vita delle bambine che l’autore disegna con tenerezza paterna, e a ognuna di loro, nelle storie che Messina ci racconta, dona una speranza, la speranza che il domani sarà migliore. Per Messina il mondo si compone di infiniti universi, perlopiù preclusi a chi ha smesso di sognare, di essere nell’animo un po’ bambino. In alcune favole il climax che si respira è quasi pascoliano: la poetica adottata dall’autore valuta e dà importanza alle piccole gioie della vita, perché solo così è possibile distinguersi dalla massa e continuare a sognare; e chi sogna sempre sarà in grado di vedere oltre la punta del proprio naso, di anticipare il futuro per essere migliore e più onesto dei propri avi.
La quarta di copertina è a firma di Gordiano Lupi: “Laura e il treno per Elintur è un tentativo riuscito di unire i temi cari al fantasy con la favolistica tradizionale, senza rinunciare a un contenuto morale importante. Il lettore non troverà storie fini a se stesse, racconti pensati per stupire a colpi di effetti speciali, ma storie emozionanti, intrise di sognanti voli pindarici verso mondi ignoti e compenetrati da un senso immanente di caducità delle cose. Un libro che parla di ragazzini innamorati della vita che non si rassegnano alla perdita delle certezze e che stringono forte tra le loro mani sogni e speranze. Messina a ogni pagina parla di morte e di aldilà, costruisce una parabola transitoria dell’esistenza, ma da ogni pagina inneggia alla vita, non chiudendosi in se stesso e concludendo ogni storia con un messaggio di speranza. Un libro adatto ai ragazzi di ogni età, a tutti coloro che non hanno perso la voglia di sognare”.
Il racconto Laura e il treno per Elintur è stato scritto per Laura Lupi: “Questo libro è dedicato a Laura Lupi, una ragazzina adorabile; per lei è stato scritto il racconto ‘Laura e il treno per Elintur’, che inoltre dà il titolo alla raccolta”. In questa favola l’autore immagina un treno con dei passeggeri speciali, un treno che “non fa tappe intermedie”; e Laura, il cui animo è, allo stesso tempo, ingenuo e perspicace, decide di prenderlo al volo, di viaggiare fino a Elintur, causando un po’ d’apprensione in casa, dove i genitori Lupi non immaginano davvero dove sia andata a cacciarsi la loro adorata figliola.
Non ci si sorprenda se leggendo Laura e il treno per Elintur la fantasia si sposa alla poesia, perché Antonio Messina è anche poeta con già due pubblicazione al suo attivo, Dissolvenze (2008) e Mitologie domestiche dell’anima (2013). E’ Antonio Messina un favolista d’eccellenza: c’è forse bisogno di aggiungere altro? Laura e il treno per Elintur vi aspetta per condurvi nel cuore di tanti mondi che non avete mai osato immaginare. Non è mica poco.
Antonio Messina è nato a Partanna (TP). Ha pubblicato L’Assurdo Respiro delle Cose Tremule (2003), il fantasy filosofico La Memoria dell’Acqua, nuova edizione (Il Foglio 2010), Le Vele di Astrabat, nuova edizione (Il Foglio 2010), la silloge Dissolvenze (Il Foglio 2008), il fantasy ambientato nel mondo dei videogiochi Ofelia e la Luna di Paglia (Il Foglio 2009), il romanzo di fantascienza Nebular (Il Foglio 2011), la silloge Mitologie Domestiche dell’Anima (Il Foglio 2013), il romanzo di fantascienza Accenni D’autunno (Il Foglio 2014) e il fantasy La Ballata delle sette pietre (Il Foglio 2015). Alcune sue liriche sono state pubblicate in antologie poetiche. Vive a Padova.
Laura e il treno per Elintur e altri racconti – Antonio Messina – Il Foglio letterario – Collana: Fior di Fiaba – 1ma edizione: 2016 – Pagine: 220 – Isbn: 9788876066481 – prezzo: 14 Euro

sabato 11 marzo 2017

PORTO FRANCO SITO DELLO SCRITTORE G. FRANCHI

SEGNALAZIONE SITO LETTERARIO







dello scrittore/letterato Gianfranco Franchi

"Non avevo più voglia di tenere separate le mie anime: autore e critico. Io sento di essere entrambe le cose: non voglio rinunciare a nessuna delle due. Così, in questo nuovo sito potrete trovare una sintesi della mia storia autoriale, e – tra qualche mese – potrete condividere tutto il mio studio critico letterario. Buona lettura – e grazie sin d’ora per la segnalazione di refusi, errori o imperfezioni".
franco

sabato 7 gennaio 2017

DAL SITO LANKENAUTA LAURA E IL TRENO PER ELINTUR E ALTRI RACCONTI RECENSIONE DI MARINA MONEGO

LAURA E IL TRENO PER ELINTUR

Pubblicato il: 6 gennaio 2017
Per gentile concessione del sito LANKENAUTA LETTERATURA E ALTRI MONDI      
       
                               
       Sembra di vederle le bambine – protagoniste di questi racconti di Antonio Messina – bambine dalla faccia pulita, gentili, legate alla famiglia o al solo genitore che la sorte ha lasciato loro, intraprendenti e soprattutto sognatrici, capaci di volare sulle ali della fantasia e di proiettarsi verso nuovi mondi.

Con questa raccolta di dodici racconti più uno di Greta Messina – una variopinta e delicata storia di formazione – Antonio Messina esordisce nel mondo della narrativa per ragazzi e lo fa con storie che potremmo definire di genere fantasy- filosofico. Rispetto ai romanzi precedenti, rivolti a un pubblico di adulti, qui le trame guadagnano in linearità e chiarezza, fermi restando alcuni leit-motiv caratteristici dell’autore: la capacità di evocare mondi fantastici pieni di luci e di colori; una grande sensibilità cromatica, la presenza di “effetti speciali”: globi luminescenti, porte misteriose, velieri, archi, venti dalle qualità insolite.

“Il sole brillava nel cielo di zucchero filato, svanendo a tratti, coperto da strane nuvole rosa. Il sentiero di cristallo rifletteva i raggi del sole, allagando la campagna di piccole sfere luccicanti e multicolore. “

Le protagoniste rivendicano tutte le immense possibilità e i diritti della fantasia e dell’immaginazione, che permettono di scoprire nuovi mondi, di mettersi in contatto con realtà differenti e di allargare i propri orizzonti mentali. Generalmente hanno almeno una figura genitoriale condiscendente – spesso un papà gentile e premuroso, molto presente, che ha assunto anche il ruolo materno, essendo la mamma prematuramente scomparsa – che le comprende ed esercita la sua autorità senza perdere la tenerezza.
Nella loro avventura spesso coinvolgono un’amica inizialmente scettica o paurosa oppure hanno un oggetto magico che le aiuta o qualche simpatico animaletto come un cagnolino o un uccellino.
Sono bambine intrepide, coraggiose, non si spaventano di fronte al buio e alla pioggia o a impervi sentieri montani, hanno già percorso quelle vie e loro compito è tornarvi, conoscere, sapere. Con ostinazione difendono il loro diritto al sogno e alla libera fantasia, come Laura, la protagonista del primo racconto, quello eponimo. “Laura era una sognatrice, come suo padre, per lei sognare era come volare…era come aprire una finestra nel cielo azzurro e guardare oltre, verso l’infinito”.

Il contatto con diverse realtà non è semplice evasione o un perdersi in fantasie evanescenti, implica una ricerca esistenziale, un interrogarsi – naturalmente sempre dal punto di vista di creature molto giovani – sul senso della vita e sul mistero della morte, ecco allora un nonno che parte per un lungo viaggio, una mamma scomparsa che si rivela alla figlioletta in altri modi…. addirittura un’esperienza di pre-morte in “Angelica alla fermata del tram”.
C’é molta delicatezza in queste manifestazioni, che vogliono toccare l’anima delle persone, la loro componente più spirituale, che viene rivendicata con forza in contrapposizione all’aridità e all’insensibilità verso le quali a volte il mondo sembra precipitare (e qui ritroviamo un altro dei temi ricorrenti di Messina).
Da tutte queste esperienze le giovani protagoniste imparano sempre qualcosa: può nascere una vocazione alla scrittura ed ecco che Laura decide di scrivere un racconto sulla sua esperienza oppure Nicole capisce che è meglio vivere il presente, cogliere l’attimo piuttosto che rifugiarsi nel passato o voler conoscere a tutti i costi il futuro (Nicole e il cavallo a dondolo”); è possibile lasciar parlare il cuore e allora tante parole non servono (“Melissa e il cagnolino parlante”, dove è delizioso il mondo dei cagnolini).
La fantasia è addirittura benefica, converte il male in bene e semina “amore, amicizia, fratellanza, altruismo, passione, armonia”: a tanto possono Clarissa e la sua amica Alice con il terribile vento Espero, che diventa buono e mansueto.

I richiami alle aberrazioni del mondo contemporaneo, alla sua avidità e cattiveria s’infittiscono verso gli ultimi racconti, dove nebbie fitte e grigiore rivestono la realtà e la rendono opprimente e gravata da un eterno inverno. Sta agli uomini stessi liberarsi da queste nuvole e ascoltare il cuore, rientrare in sé stessi e riprendersi una vita migliore.

Un’ultima domanda mi sorge spontanea alla fine del libro: perché le protagoniste sono tutte bambine? Forse le donne sono ritenute ancora capaci di comprendere certi valori e di lottare con determinazione per raggiungerli.                     

giovedì 5 gennaio 2017

RISTAMPA AGGIORNATA DI ALMENO IL PANE, FIDEL! NEL DECENNALE DELLA SUA USCITA - 2006 - 2016. GORDIANO LUPI


RISTAMPA AGGIORNATA DI ALMENO IL PANE, FIDEL! NEL DECENNALE DELLA SUA USCITA - 2006 - 2016.


Almeno il pane, Fidel! -
Cuba quotidiana, il periodo speciale, il potere a Raúl
Historica, 2016 - Pag. 250 - Euro 14. 

Seconda edizione riveduta e ampliata di Almeno il pane Fidel!, guida alternativa alla Cuba turistica, da cartolina, che tanto piace al regime. Un libro che rappresenta una sincera analisi di un paese allo sbando che ha abbandonato da tempo il sogno della Rivoluzione Socialista, con un Fidel Castro ormai ridotto al ruolo di mummia da esporre in televisione. Il volume si apre con un reportage di viaggio datato 2005, l’ultimo prima che Gordiano Lupi venisse dichiarato dal regime persona non gradita, si avventura in una ricostruzione della storia cubana, traccia un quadro dei problemi quotidiani e racconta gli ultimi anni caratterizzati dalle riforme di Raúl Castro. Un capitolo finale scritto da Domenico Vecchioni dimostra come niente sia cambiato per il cubano medio nonostante un nuovo rapporto con gli Stati Uniti. Sono pochi gli elementi di novità per una Cuba che vorrebbe cambiare, per un popolo stanco, con il pensiero rivolto alla fuga, annichilito da cinquant’anni di dittatura, incapace persino di ribellarsi. UN articolo finale di Domenico Vecchioni.


PIAZZA FONTANA UN SUCCESSO PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO ALL'AGRITURISMO IL MARCIATOIO

PATRIZIO AVELLA
Autore francese, di origine italiana, nato nel 1959, vive oggi in Toscana, nella Maremma.
Questo romanzo scritto in francese col titolo «Rome Criminelle» ha ricevuto: «le Prix du Livre Européen et Méditerranéen» de la Fondation Jean Monnet nella categoria «Roman et cinéma» nel 2012 a Parigi. Nel 2013, è stato selezionato per il rinomato Prix du «Polar en Vigne» in Borgogna per un giallo «La part des anges». Redattore della rubrica «Storia gastronomica italiana» per «La Voce», la rivista degli italiani in Francia basata a Parigi.
Collabora con diverse trasmissioni radiofoniche in Francia per France Bleu e Sud Radio. Co-organizzatore con l’associazione Dolcevita Italia delle «settimane del cinema italiano» per la regione Bourgogne/Franche-Comté.

Info: Edizioni Il FOGLIO, sito web www.ilfoglioletterario.it 

Patrice Avella

Collana: Narrativa
Anno edizione: 2016
Pagine: 440 p. , Brossura
  • EAN: 9788876066122